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Stop ai clandestini, già 26mila rimpatri in quattro anni. "È il 100% in più"

Il ministro Piantedosi: "Importante allontanare chi non ha diritto di restare"

Stop ai clandestini, già 26mila rimpatri in quattro anni. "È il 100% in più"
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Nella lotta all'immigrazione irregolare, il governo Meloni è stato lungimirante fin dal suo insediamento nel 2022, spingendo l'Unione europea a stabilire regole precise con il Patto europeo sulla migrazione e l'asilo per un'Europa più sicura nei prossimi anni. A livello nazionale la strategia punta sul presidio del territorio, da garantire colmando i vuoti di organico della Polizia di Stato. La rotta è stata invertita soprattutto in Lombardia: dal 15 dicembre 2022 a oggi sono stati assegnati 1529 nuovi agenti, con un saldo attivo di 533 unità rispetto ai pensionamenti. Un impegno concreto, certificato dal Viminale, destinato a crescere con i 264 rinforzi previsti tra agosto e settembre, che porteranno il saldo positivo lombardo a 790 unità. Numeri che confermano la linea di contrasto all'illegalità tracciata dall'esecutivo, nonostante le polemiche accese in questi anni.

Questa strategia trova riscontro anche negli interventi ad alto impatto che vengono svolti in tutta Italia, come le recenti operazioni al Colosseo a Roma, culminate con il rimpatrio del 18enne egiziano che ha tentato di aggredire gli agenti. Si tratta di un singolo episodio inserito in un quadro molto più ampio, perché dal 2022 sono stati rimpatriati oltre 26.320 migranti irregolari, di cui 4.604 dal 1 gennaio al 9 luglio 2026 (3970 forzati e 634 volontari). "I rimpatri rappresentano uno dei pilastri fondamentali nella complessiva strategia di questo Esecutivo per il contrasto all'immigrazione clandestina. Se da un lato è necessario impedire gli arrivi di migranti irregolari sulle nostre coste e combattere i trafficanti di esseri umani, è altrettanto importante allontanare e ricondurre nei Paesi d'origine chi non ha diritto a rimanere in Europa. In questo senso i rimpatri forzati restano uno strumento imprescindibile per dare seguito ai provvedimenti di espulsione", ha dichiarato il ministro Matteo Piantedosi a Il Giornale.

"Altrettanto preziosi si sono rivelati i programmi di rimpatrio volontario assistito, realizzati in collaborazione con l'OIM: strumenti che permettono un ritorno dignitoso e in sicurezza del migrante, accompagnato da percorsi di reinserimento sociale ed economico. Ed è proprio in quest'ottica che, fin da inizio legislatura, abbiamo lavorato su più fronti per aumentare in maniera costante e progressiva queste procedure: nel 2026 ci avviciniamo già ai 5mila rimpatri complessivamente effettuati, in aumento di oltre il 100% rispetto al 2022.

E ci siamo fissati come obiettivo di raggiungere quota 10.000 entro fine anno", ha concluso il titolare del Viminale. Paragonando i dati con lo stesso periodo del 2025 c'è stato un aumento complessivo dei rimpatri del 33,6% e del 61,3% sullo stesso periodo del 2024. Si tratta del dato più alto dal 2019 per quanto riguarda i rimpatri di stranieri.

Nel 2025, inoltre, come rende noto il Viminale, la percentuale dei rimpatri sugli sbarcati era del 10,2% e nel 2026, sebbene i dati siano parziali, si registra un importante incremento, a fronte dei 15.245 sbarcati al 13 luglio (meno della metà rispetto allo stesso periodo del 2025, frutto del grande lavoro dell'esecutivo). Numeri alla mano, i risultati del governo sono sotto gli occhi di tutti.

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