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Strega, bufera su Mari: resta in gara, ma azzoppato

Il premio nel caos dopo le presunte frasi sessiste dello scrittore favorito. La fondazione: nessuna esclusione

Strega, bufera su Mari: resta in gara, ma azzoppato
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Esprimere opinioni è una cosa seria e di certo così la pensava anche Michela Murgia. Essere liberi di farlo senza venire cancellati è altra questione, pare, soprattutto in questi tempi ipercorretti. Così, ad allungare la lista di personaggi della cultura che si ritrovano sotto attacco per aver detto quel che pensano, nel bene e nel male, si è aggiunto Michele Mari, che in poche ore è passato dall'essere il favorito allo Strega 2026 per il suo I convitati di pietra (Einaudi) all'essere candidato all'esclusione dalla sestina. Per quale motivo? Prima della breve ricostruzione, la stessa doverosa premessa che vi farebbe l'intelligenza artificiale: tutte le frasi attribuite a Mari sono riportate al condizionale ("avrebbe detto") e nessuna fonte dispone di audio o trascrizione. L'episodio sarebbe avvenuto giovedì durante la tappa pugliese del tour dei finalisti dello Strega, sul minivan diretto a Bisceglie. Sul mezzo viaggiavano Mari, Teresa Ciabatti, Matteo Nucci ed Elena Rui, più una hostess del Premio e l'autista. Mari avrebbe detto che Michela Murgia era intransigente e violenta perché brutta, e che sfogava così la sua rabbia, che con i suoi atteggiamenti aggressivi faceva pagare agli altri la sua bruttezza. Ciabatti, amica intima di Murgia, reagisce offesa. La conversazione arriva alle orecchie dei giornalisti. Mari respinge ai mittenti le "voci incontrollate" e sostiene di "non aver mai parlato dell'aspetto fisico di Michela Murgia, né mai mi sarei permesso". Fondazione Bellonci qualche ora dopo si premura di dichiarare che ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone sono incompatibili con lo spirito del Premio. Ora, quale sono le conseguenze possibili? Un passo indietro volontario di Mari o una sua estromissione dallo Strega (ma ieri la Fondazione Bellonci ha sottolineato che questa eventualità non è consentita dal regolamento); di certo il discredito che il caso mediatico porterà sul suo nome condizionerà i votanti: e faranno fuori il migliore...

La polarizzazione è in agguato ma (anche perché sono parole dette in privato su un pulmino) si levano parecchi scudi a favore di Mari. Ciabatti a parte, l'unica presa di posizione pubblica tra gli altri finalisti è di Bianca Pitzorno, in gara con La sonnambula e non presente sul pulmino: "Per favore, voi che ci giudicate dalla nostra bellezza o bruttezza, volete lasciarci parlare e scrivere in pace?". E poi Lidia Ravera. "Noi scrittori non possiamo essere sciocchini mai. Dobbiamo pesare le parole, sceglierle con cura...". I commenti sui social invece si collocano tra scetticismo e sbigottimento: "Sgradevole riportare frasi da colloqui privati"; "Cosa volete fare d'ora in poi? Intercettazioni ambientali nei momenti di svago collaterali allo Strega?".

Per fare nomi, invece: Pierluigi Battista rivendica il diritto a "scegliere" non tanto Mari, ma il suo libro, che fino a questa polemica era senza dubbio il cavallo vincente. Mentre lo scrittore Marco Ciriello attacca: "Teresa Ciabatti, incapace di uscire dai cliché e capendo di non avere speranza, si è aggrappata non all'opera di Mari inattaccabile ma a una voce fuggita".

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