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Trump, tre schiaffi dalla Corte Suprema. E il calo di consenso gela il patriottismo

Un 4 luglio amaro per il tycoon: accuse di stupro, controllo della Fed e voto postale

Trump, tre schiaffi dalla Corte Suprema. E il calo di consenso gela il patriottismo
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Voleva che fossero i suoi giorni: accordo di pace in Medioriente, le basi di quello in Ucraina, trionfi in patria, crescita del consenso e un 4 luglio, festa dell'indipendenza americana, da leader assoluto. E invece i piani di Donald Trump sembrano saltare uno dopo l'altro. Oltre al quotidiano balletto Usa-Iran e allo stallo in Ucraina, per il presidente arrivano bordate anche in casa. La Corte Suprema, pur a controllo repubblicano, ha confermato il risarcimento milionario nei confronti della scrittrice Jean Carroll, lasciando di fatto in vigore una sentenza civile legata alle accuse di abusi sessuali. E poco dopo lo ha deluso ancora sul caso Lisa Cook, governatrice della Fed, la Banca centrale americana, autorizzata a restare al suo posto nonostante i tentativi del presidente di licenziarla. Come se non bastasse è arrivato un "no" anche sui limiti al voto per posta che il tycoon voleva modificare. Un secco 3 a 0, che diventa batosta contando un calo di consenso senza precedenti.

"È un caso fake. Continuerò a combattere con tutte le mie forze contro questo caso, che è stato strumentalizzato a fini politici e utilizzato come arma legale contro di me, compresa la ridicola accusa di diffamazione", ha commentato Trump riferendosi al caso Carroll. "I suoi ripetuti tentativi di appellarsi contro quel verdetto sono tutti falliti e la sentenza odierna pone fine al suo tentativo di evitare di rispondere delle proprie azioni", ha controreplicato la scrittrice. Del resto il caso Carroll è quello più imbarazzante per il tycoon. La donna aveva denunciato di essere stata aggredita sessualmente da Trump. In sede civile una giuria di New York aveva stabilito che Trump aveva effettivamente abusato della donna, negli anni '90, e l'aveva poi diffamata accusandola di aver inventato la storia per promuovere un proprio libro. La Corte suprema ha invece lasciato in vigore la sentenza e il risarcimento di cinque milioni di dollari. Non esaminato invece il verdetto del 2024, che condannava Trump, sempre per diffamazione, a risarcire circa 83 milioni, dopo altre accuse pubbliche del tycoon.

Per quanto riguarda la Fed, la Corte Suprema ha spiegato che consentire a Trump di rimuovere Cook aprirebbe la strada alla possibilità per il presidente di rimuovere un membro della Federal Reserve in qualsiasi momento, per qualsiasi motivo, senza preavviso e senza alcun controllo giudiziario successivo. "Sentenza solo su basi strettamente procedurali. Chi ha commesso illeciti non può prendere decisioni vitali per il benessere degli Stati Uniti", ha commentato furioso Trump che ha poi incassato un'altra sconfitta. Per la Corte Suprema non esiste un termine ultimo oltre il quale le schede arrivate per posta perdano validità e restano quindi in vigore le leggi dei singoli Stati che consentono di conteggiare le schede recapitate dopo l'election day a patto che siano state spedite prima. Tutto come prima, anche per quel voto per posta che secondo Donald è una truffa, che fece vincere Biden contro di lui.

E in vista del 4 luglio, festa sentitissima negli Stati Uniti, il clima intorno al presidente è parecchio burrascoso. I 250 anni dell'Indipendence Day si celebreranno in un clima di divisioni crescenti. Tra feste in grande stile, parate e cerimonia, crolla il patriottismo negli Usa. Quello che, tra le altre cose, porta milioni di americani ad esporre una bandiera a stelle e strisce fuori casa.

Se dopo la tragedia dell'11 Settembre l'amor di patria era arrivato al 92%, secondo l'ultimo sondaggio è crollato: solo il 43% degli intervistati ha dichiarato che esporrà la bandiera il 4 luglio perché vacilla l'orgoglio di essere americano. Proprio a causa dell'uomo della Casa Bianca.

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