Vertice del centrodestra: giallo sull'assenza di Matteo

Manda Giorgetti al summit per le Regionali. I suoi: non vuole alimentare voci. Poi chiama Berlusconi

Vertice del centrodestra: giallo sull'assenza di Matteo

Matteo Salvini deve nascondersi per incontrare gli alleati di centrodestra? Teme così tanto di offendere i partner di governo Cinque Stelle?

Il suo forfait al vertice di Milano sulle amministrative si tinge di giallo. Anche se poi il leader leghista fa una telefonata «lunga e cordiale» a Silvio Berlusconi, spiegando che non è potuto venire per «sopraggiunti impegni e i due si accordano per annunciare la prossima settimana i candidati comuni a regionali e amministrative.

Il caso nasce da rumors filtrati dallo staff del ministro dell'Interno su un'«irritazione» per il fatto che l'incontro doveva restare «segreto» e invece poco prima la notizia è trapelata. Ma la spiegazione non regge. Alla vigilia, proprio Salvini aveva detto in tv a Bruno Vespa: «Con Berlusconi ci vediamo presto. Ci sono le elezioni regionali». Incontro concordato il 17 novembre quando il leader del Carroccio e il Cavaliere si sono visti a Roma. Eppure, all'appuntamento per pranzo a via Rovani, storica residenza milanese del leader di Forza Italia, il padrone di casa accoglie il suo vice Antonio Tajani, la leader di Fdi Giorgia Meloni, con Ignazio La Russa, ma Salvini non si presenta, arriva solo il suo braccio destro Giancarlo Giorgetti. Fa sapere che «ne approfitterà per stare coi figli, Mirta e Federico», che vivono a Milano. E i suoi spiegano: «Non vuole alimentare ricostruzioni maliziose che interpretino l'incontro come una mossa contro il M5s e Di Maio», in un momento delicato per il vicepremier grillino per l'inchiesta sul padre e la trattativa con l'Ue sulla manovra, il cui approdo alla Camera è slittato.

Che Salvini ormai cammini sulle uova per non rompere i rapporti con Di Maio è evidente. Ieri a Skytg24 ha replicato al presidente M5s della Camera, Roberto Fico, che ha preso le distanze su dl sicurezza e global compact. Ma il filo che lega il governo il Capitano non vuole romperlo e, in risposta a Tajani e agli altri azzurri che da giorni prevedono la fine del patto gialloverde e l'avvento di un governo di centrodestra, assicura che l'esecutivo «è solido» e non sta lavorando a «maggioranze alternative», che il reddito di cittadinanza «arriverà in primavera» e quota 100 per le pensioni «a febbraio». Anche con Berlusconi e la Meloni il legame rimane. La Lega, ricorda, ha «accordi regionali con il centrodestra», mentre alle europee «sarà da sola».

Al vertice Giorgetti chiama Salvini, si consulta con lui e alla fine Tajani commenta: «Si sono fatti importanti passi in avanti, sì va nella giusta direzione per le elezioni regionali». I più irritati sono quelli di Fdi. «Problemi degli uomini che hanno l'amante...», ironizza la Meloni. «Salvini sta attraversando un momento di grande difficoltà con i 5S», dice La Russa. In serata, il caso si sgonfia. Nulla di grave, assicurano sia da Arcore che dal Viminale. L'accordo tiene: Christian Solinas sarà candidato governatore della Lega in Sardegna, Alberto Cirio di Fi in Piemonte, per la Basilicata nella rosa in pole position c'è il generale della GdF Vito Bardi, in Abruzzo Fdi punta su Marco Marsilio. Ma la decisione finale sarà la prossima settimana.

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