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Cronache

Quando la sinistra offende

Caro Lussana, è con grande interesse che sto seguendo la discussione del Il Giornale sul «Celentano pensiero». Vivendo a Genova c’è poco da meravigliarsi, la satira di sinistra è sempre uguale a se stessa e questo la nostra città lo sa bene.

Le osservazioni ed i rilievi del «Celentano pensiero» sono il campione ottimale della gamma da loro manifestata anche in altre occasioni. La fantasia e la capacità di strutturare il pensiero politico durante la trasmissione sono figlie di un certo tipo di cultura che fa del lavoro ai fianchi, sottile e raffinato (secondo loro), il pezzo forte del progetto satirico.

Celentano è un populista incantatore di serpenti che può «sfondare» solo in paese che spesso fa del trasch televisivo i punti più alti dell’ascolto.

I concetti, le idee e persino la sceneggiatura sono lo specchio di un certo modo di offendere il prossimo e di non proporre nulla di concreto.

È facile sparare nel mucchio contro un nemico che tollera ed accetta qualunque tipo di scambio di opinioni. Al contrario quando la sinistra viene attaccata frontalmente o lateralmente, vedi a Genova per esempio, non solo rifiuta il confronto ma ricorre a qualunque mezzo per di offendere l’avversario.

Il processo politico in Italia è in una fase cruciale dove la gente è confusa, disillusa e molto arrabbiata.

Il «Celentano pensiero» non arriva dal nulla, oggi nulla è casuale. La tristezza nel vedere un Santoro pronto a tornare a lavorare per il bene del giornalismo «della gente», mollando dopo solo un anno il mandato ricevuto dagli elettori, fa ribollire il sangue. Quando si di dice la furbizia e l’opportunismo.

Ma la gente non capisce o forse fa finta di non capire perché a tutti conviene che passi questo tipo di messaggio. I Santoro ed i Celentano sono i depositari della verità il resto «è noia».

Di questo tipo di messaggi ed interpretazioni della realtà i genovesi ne sanno qualcosa, dei c.d. buoni e dei c.d. cattivi. Il parallelismo e le somiglianze con la nostra realtà cittadina, dove tutto può accadere tanto le colpe sono sempre e comunque di una parte politica, sono di una disarmante evidenza.

Casa fare? Essere propositivi e restare vicini alla gente, soprattutto in ambito locale, con messaggi chiari e concreti lasciando ai Celentano di turno la «filosofia» delle cose specchio della loro classe dirigente. Spettacoli televisivi di questo tipo ci devono rendere più forti e convinti delle nostre idee.

Genova

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