Un’organizzazione criminale con ramificazioni internazionali, dedicata alla diffusione online di materiale pedopornografico, è stata smantellata dalla polizia di Stato. L’attività investigativa, condotta sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma, si è conclusa con l’emissione di 17 misure cautelari da parte del Giudice per le indagini preliminari. Secondo quanto riportato da diverse testate, l’inchiesta è nota con il nome convenzionale “Fly trap”.
Cosa emergerà dalla conferenza stampa
I dettagli operativi dell’inchiesta romana saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa convocata per le 11.30 presso la procura della Repubblica di Roma. Solo in quella sede si conosceranno l’identità e il ruolo delle persone coinvolte, le modalità con cui è stata individuata la rete, e l’eventuale coinvolgimento di soggetti attivi anche fuori dal territorio nazionale, elemento che - secondo le prime indicazioni diffuse dalle agenzie stampa - qualificherebbe l’organizzazione come transnazionale.
Un fenomeno che non si arresta
Il numero delle persone coinvolte in questa operazione conferma quanto il contrasto alla pedopornografia online resti una priorità costante per le forze dell’ordine italiane. Negli ultimi mesi, diverse operazioni condotte dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (Cncpo) e dai Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica dislocati sul territorio hanno portato a risultati significativi: un’inchiesta condotta dalla polizia postale di Catania, coordinata dalla procura etnea, aveva già portato all’arresto di sette persone e all’apertura di indagini su altre trenta, con perquisizioni estese a diciassette città italiane, tra cui Bari, Bolzano, Brescia, Catania, Caserta, Catanzaro, Enna, Frosinone, Lodi, Milano, Nuoro, Pescara, Potenza, Rimini, Torino, Venezia e Verona. In quel caso le indagini erano state condotte anche attraverso il monitoraggio del dark web e l’analisi di chat rinvenute sui dispositivi sequestrati.
In un’altra operazione, denominata “Progress Day” e condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Lazio, erano finiti in manette sette uomini tra i 50 e i 60 anni, descritti come persone “insospettabili”: tra loro operai, tecnici informatici impiegati in un ospedale, un dipendente di un istituto bancario romano, un volontario in una casa famiglia e un ex amministratore di condominio, quest’ultimo trovato in possesso di un archivio di oltre 150mila file illeciti accumulati in oltre un decennio.
La dimensione internazionale della lotta
Il contrasto alla pedopornografia online non è una battaglia solo italiana. Negli Stati Uniti, la task force interforze denominata “Operation Soteria Shield” - che unisce FBI, Internet Crimes Against Children Task Force e National Center for Missing & Exploited Children - ha condotto due grandi retate, nell’aprile 2025 e nell’aprile 2026, che hanno portato complessivamente a oltre 500 arresti e alla sottrazione di quasi duecento minori da situazioni di abuso e sfruttamento sessuale online. Un dato che testimonia la scala globale del fenomeno e la necessità di una cooperazione internazionale stabile tra le autorità giudiziarie.
