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Quindi oggi

Che schifo le sassate ai militari, criminali non studenti e Ceuta: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: le ribellioni di Torino, la banda della minicar e Papa Leone

torino

Il vandalismo a scuola non nasce oggi. E non nasce con le seconde generazioni. C’era anche 15 anni fa. Anche 30. Forse prima ma non so, ero ancora uno spermatozoo. La differenza è che quando, all’inizio degli anni 2000, volevi protestare o evitare che la scuola il giorno dopo aprisse i battenti, il blitz lo facevi di notte, di nascosto, per non farti beccare. ‘Sti cretini invece filmano tutto e si mettono all’opera di giorno, poi frignano se devono pagare i danni o se la polizia li ammanetta. Io ricordo che in quarta superiore qualcuno durante la notte spaccò alcune finestre, irruppe nelle aule e le riempì di bigatti (vermi da pesca) e le cosparse con gli estintori. Risultato: scuola chiusa per un giorno. La preside giustamente reagì sospendendo tutte le gite scolastiche (dico tutte) di quell’anno, a meno che i responsabili non si fossero consegnati. Tutti sapevamo chi era stato. Nessuno ha fatto la spia, loro hanno preferito il silenzio. Così addio alla gita. Però poi nessuno l’ha rifatto.

Sapete cosa mi fa più incavolare della storia della banda della minicar? Non l’adesivo imbarazzante. Non l’alettone da sfigati su una macchinina del genere. Nemmeno il fatto che abbiano ammesso di essersi “divertiti così”. Mi fa impazzire il fatto che, sapendo che Iacopini era mezzo morto, non abbiano avuto nemmeno le palle di autodenunciarsi. Ve lo dico: per me un po’ di carcere minorile ci vuole. Per educare.

Adesso forse all’Inter capiranno i miracoli fatti da Simone Inzaghi.

Il Campo Largo ieri ha presentato cinque mozioni diverse sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo. Tutti a dire: è la dimostrazione che non sono uniti. Vero. Ma io vedo un altro problema. Trump si sveglia la mattina e decide, in base al piede utilizzato per scendere dal letto, se scatenare una guerra o meno. La Cina conquista i mercati di mezzo mondo. Putin bombarda. L’Iran pure. Gli Houthi cercano di conquistare uno stretto qui e uno lì. E noi? Noi siamo di fronte a un possibile governo che, quando ancora non governa, deve redigere cinque testi differenti per mozioni che non hanno nessun - ripeto: nessun - effetto concreto sulla vita del mondo e del Paese. Vi rendete conto che siamo destinati a morire?

Tutti a elogiare Leone XIV per aver annunciato urbi et orbi la propria malattia. Signori: ma quale coraggio? Non siamo mica nel 1400, quando un Papa poteva morire nel letto e i cardinali potevano annunciarlo anche venti giorni dopo. Siamo nel 2026, tempo di social network, tempo di notizie che corrono veloci e si diffondono di bocca in bocca. Quanto tempo pensate che sarebbe durata la segretezza di un’operazione del genere al polmone di un Papa, peraltro in un ospedale frequentatissimo nel centro di Roma? Eddai. La verità è che se avesse taciuto, avrebbe scatenato una serie di complotti che la metà basta. L’ha fatto per necessità, non per coraggio.

Per il resto tanti auguri a Sua Santità, eh. Però l’ipocrisia anche no.

Che gli Stati Uniti volessero giustiziare un terrorista in diretta tv è un orrore, e non abbiamo avuto timore a scriverlo in questa nostra benedetta rubrica. Però, signori: una ragazza di 23 anni, Najmen Amini, è stata condannata a morte in Iran perché avrebbe “insultato il Profeta” in un post. Secondo le Ong, il regime ha già giustiziato 600 persone, forse 900. Insomma: lì parliamo di un terrorista assassino, qui di un presunto post blasfemo. Possibile che il primo si conquisti paginate e paginate dei giornali, mentre lei solo un trafiletto? Andate a vedere oggi il Corsera…

Altra ipocrisia. Vi ricordate il Nord Stream? Ecco. Il gasdotto venne fatto saltare e tutti, dico tutti, accusarono Mosca, benché fosse assolutamente senza senso un autosabotaggio del genere. Beh: alla fine la Germania sta processando un tizio che avrebbe risposto direttamente allo Stato maggiore dell’esercito ucraino. Ora. Va bene sostenere Kiev. Va bene elogiare Zelensky, armarlo e difenderlo. Però possiamo almeno chiedergli pubblica ammenda per un attentato che ha danneggiato direttamente un Paese europeo? Oppure tutti zitti?

Per una volta sono d’accordo con Sergio Mattarella, eccheccavolo. Il signor Presidente ha scritto a Fontana e La Russa per dire loro che i legislatori hanno stracciato i cosiddetti con l’istituzione di tutte queste inutili giornate nazionali, “senza criteri omogenei”. Ora: capisco la giornata nazionale delle mamme e dei papà, ma mi spiegate perché dovremmo celebrare quella del riciclo della carta? Eddai! Anche perché, se le scuole e gli uffici pubblici dovessero davvero dar seguito alle giornate nazionali, che prevedono attività didattiche o divulgative sul tema, praticamente finirebbero col non studiare mai la matematica.

Leggo i sondaggi Campo Largo vs centrodestra e dico: non si fa, è brutto, però per una volta i nostri dovrebbero far buon viso a cattivo gioco e usare i mezzucci a cui la sinistra ha fatto ampio ricorso. È arrivato il momento di eleggere un presidente della Repubblica conservatore. Questo deve essere il prossimo obiettivo. Se per riuscirci occorrerà imbarcare Vannacci per un paio d’anni, facendolo entrare nella coalizione che prenderà il premio di maggioranza, beh, occorre farlo. Turarsi il naso e via. Poi si chiuderà in anticipo la legislatura e tanti saluti a Futuro Nazionale.

Mammamia. La storia di Cagliari, con la bambina di 12 anni violentata dal padre e rimasta incinta, è orripilante. Orripilante.

La sinistra litiga per l’Ambrogino d’Oro, a cui sono candidati Emanuele Fiano e la Brigata Ebraica. Nel frattempo vi ricordo che l’hanno ricevuto Chiara Ferragni e pure la tendina, quella che protestava per il caro affitti non volendo fare la pendolare da Bergamo e che oggi a Milano (la città che l’ha premiata) non ci tornerebbe manco. Vi do io la soluzione: aboliamo il premio, che tanto ormai è una barzelletta. Tipo il Nobel per la Pace.

Ho visto le immagini degli studenti che a Torino spaccano tutto e prendono a sassate i carabinieri. Signori, pochi scherzi. Chi soffia sul fuoco sperando che la situazione degeneri come in Francia sappia che Torino è molto simile a Parigi e che, a forza di scherzare, prima o poi ci scappa il morto. Poi non venite a frignare, come già successo…

Guardatevi il reportage del Pais dal cimitero islamico di Ceuta. Guardate le file di tombe senza nome. Toc toc, Bonelli: come mai in questo caso non punti il dito contro il premier (Sanchez) come facesti nel caso di Cutro (Meloni)?

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