Pare che il M5S sia andato alla ricerca di sondaggi che permettano anche solo di ipotizzare la vittoria del centrosinistra senza l’apporto di Matteo Renzi, il quale in questi giorni ce la sta mettendo tutta per farsi imbarcare nel Campo Largo, fino addirittura a rinunciare a qualsiasi ruolo da ministro. Il problema è che di sondaggi di questo tipo non ce ne sono (non è un caso se la soglia per il premio di maggioranza è stata posta al 42%) e quindi alla fine il M5S rischia di dover ingoiare il rospo. Quelli che urlavano “PdmenoL” a stampelle di Matteo, rischiano di finire di nuovo nelle sue mani, come nel 2020, quando fece cadere il Conte II per Draghi. Bellissimo. Ma soprattutto: davvero pensate che un governo con Renzi, Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, oltre alle componenti interne al Pd, possa durare davvero più di due anni?
Ve lo ripeto: chiedere agli ebrei in giro per il mondo di abiurare le scelte del governo israeliano su Gaza è antisemitismo. Chiediamo forse ai cinesi di denunciare il regime di Pechino, oppure li lasciamo liberi di aprire negozi e bar nelle nostre città? Chiediamo forse a tutti gli americani, anche ai democratici, di prendere le distanze da Trump? No. E allora imporre agli israeliani o agli ebrei di firmare documenti contro le operazioni militari in guerra trasforma ogni ebreo “per razza” in un colpevole. E questo è inaccettabile.
Beh, ma ragazzi, il mondo ci regala qualcosa di fantastico. Ogni giorno una nuova. Vi ricordate Ilaria, la “tendina” che a Milano lanciò la protesta contro il caro affitti, conquistò tutte le televisioni e alla fine anche l’Ambrogino d’Oro, nonostante vivesse in provincia di Bergamo e avrebbe potuto fare la pendolare? Ecco. Non si è ancora laureata e vabbè, capita di finire fuori corso o di seguire altre strade. Ha fatto la marinaia su un catamarano in Sardegna, e ok, brava lei. Ma sapete dove abita ora? Nella casa ereditata dalla famiglia. Quindi sì, pochi anni dopo ha risolto la crisi abitativa e il caro affitto ma con l’appartamento di papi, mami, nonna o chissà quale altro parente. Speriamo almeno che con lei abitino (gratis) un paio di studenti universitari…
Se Putin avesse metà della capacità operativa in Italia che La Stampa (con un giornalista in particolare…) denuncia ogni giorno, oggi sul Colosseo sventolerebbe la bandiera rossa. Ma non è così. Però oggi scopriamo che dietro al piccolo calo di Vannacci nei sondaggi (roba assolutamente naturale, vista la crescita degli scorsi mesi) ci sarebbe un attacco ucraino al motore di ricerca russo più diffuso, raid che “potrebbe aver compromesso il flusso della propaganda del Cremlino in Europa”. Fa ridere solo a leggerlo.
Ma poi non ho capito perché, se gli influencer russi sponsorizzano (sempre che sia vero) Vannacci, dovrebbe essere un attacco ibrido, mentre se un miliardario come Soros fornisce fondi o strutture a partiti della sinistra, invece, tutto a posto. Mi spiegate la logica?
Sulla Stampa scoprono l’acqua calda. Ma gli serve intervistare il magistrato Sebastiano Ardita per scoprire che la pratica delle “celle aperte” (in pratica, i detenuti liberi nei vari settori delle prigioni) ha finito col consegnare il tutto in mano alla mafia, ai gruppi organizzati, ai violenti, visto che il beneficio lo hanno garantito sia ai detenuti “pericolosi” che a quelli “non pericolosi”. Lo Stato ha aperto le gabbie e il crimine ne ha occupato gli spazi. Era prevedibile.
Il giorno in cui smetteremo di pensare al carcere solo come a un luogo di “riabilitazione” e cercheremo anche un po’ di equilibrio con il legittimo e necessario diritto della società a difendersi da soggetti che ne hanno violato le regole, allora potremo tornare a discuterne.
Sulla questione dei permessi premio ai detenuti, anche ai mafiosi, impazzisco. Ardita sostiene che non sia mica colpa dei magistrati, perché “il tribunale di sorveglianza si occupa solo dell’ultimo tratto” e “concede quello che le norme consentono. Le leggi chi le fa?”. Insomma: le toghe in questo caso sarebbero una sorta di passacarte. Ma se fosse così , allora potremmo sostituirli con un bel chatbot di intelligenza artificiale. No? Invece no. I giudici sono pagati per analizzare, interpretare, giudicare. Perché non è possibile che, se il governo apre un Cpr in Albania, i giuristi trovino 1.500 cavilli per bloccarlo, mentre quando devono scegliere sui permessi premio ai mafiosi “eh no, la colpa è delle leggi”. Suvvia.
Pedro Sanchez risponde alla letterina della Littizzetto e va bene. Ma la mia domanda è: qualcuno ride davvero ancora ascoltandola?
Pare che i due minorenni della “banda della microcar”, che hanno quasi mandato al creatore un attore, lo abbiano fatto “per gioco”. Bene. Senza buonismi, la risposta dello Stato deve essere: pena dura, fino in fondo. Sennò col cavolo che loro (e gli altri) imparano.
Il crimine più grosso, comunque, è spendere dei soldi per montare un alettone su una macchinina del genere. Non parlo dell’adesivo, per decenza.
Ma tu pensa se Paolo Giordano, scrittore, per difendersi dall’AI deve ricominciare a caricare la bozza del suo libro su una chiavetta USB anziché nel cloud. Sai che ti dico? Torna a carta e penna, allora, che pure il PC è pericoloso.
Ah, ovviamente immagino che il pezzo al Corriere della Sera lo abbia inviato con un piccione viaggiatore, vero? Oppure l’ha dettato al telefono? Il minimo, poi, sarebbe stato chiedere al direttore di impedirne la pubblicazione nella versione online. Come fai a leggerlo, senza accesso a Internet? E tutti quei cookie per cui ti chiedono il via libera, non sarà mica il Grande Fratello AI che vuole rubarci l’anima?
