Bruciore agli occhi e difficoltà a leggere mai da sottovalutare

I difetti visivi condizionano l'apprendimento dei bambini. Allora bisogna correre ai ripari

Massimiliano Finzi

Difficoltà di concentrazione a scuola e postura scorretta tra i banchi? La causa potrebbe essere la vista. La ripresa della scuola è il momento giusto per fare un controllo approfondito, perché i difetti visivi influenzano apprendimento e concentrazione e possono influire sul rendimento scolastico. Per un genitore non è sempre facile capire quando è presente un problema di vista e molto spesso, anche i segnali vengono sottovalutati o imputati ad altre cause. Ne abbiamo parlato con gli esperti: i dottori Fabrizio Scotti e Josè Luis Vallejo Garcia.

«Contrariamente a quello che pensano la maggior parte dei genitori, la visita oculistica rientra tra i controlli strettamente necessari per un bambino - risponde Vallejo (Istituto Clinico Humanitas di Milano) -; esiste un rapporto diretto tra il vedere bene e i voti in pagella: la visione influenza in modo incisivo l'apprendimento, l'attenzione e la postura. Sicuramente quest'ultima può essere un buon campanello d'allarme per segnalare l'eventuale presenza di difetti della vista. Inclinare la testa o il corpo, strizzare gli occhi, avere difficoltà nella lettura sono alcuni dei segnali principali». Gli atteggiamenti a scuola, quindi, posso rivelare anche dei problemi oculistici da approfondire?

«Un bambino che lamenta mal di testa, che tra i banchi risulta poco attento o che non riesce sempre a leggere bene - aggiunge Scotti (Istituto auxologico italiano di Milano) - potrebbe essere ipermetrope, ovvero manifestare difficoltà nella visione da vicino. Altri sintomi da non sottovalutare sono la sensibilità alla luce, bruciore e lacrimazione. Anche la postura ne risente perché il bambino tende ad allontanare i testi per vedere meglio. Il bambino che s'incurva sui testi o si avvicina agli schermi potrebbe soffrire di miopia e avere difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti da lontano. Gli studenti con astigmatismo, invece, tenderanno a spostare libri e quaderni in obliquo o ad assumere posizioni storte rispetto al foglio». Un primo controllo andrebbe fatto intorno al primo anno di vita per quei bambini che hanno familiarità con patologie importanti (strabismo, glaucoma, miopia elevata, ecc). Successivamente, intorno ai 3 anni, per valutare il corretto sviluppo dell'apparato visivo. Con l'inizio della scuola, tra i 6 e i 7 anni, e poi verso i 10-15 anni, quando generalmente iniziano a insorgere le miopie. Al Centro Medico Lombardo di Milano, dove Scotti e Vallejo svolgono la loro libera professione, la visita oculistica pediatrica prevede sempre anche la valutazione ortottica, fondamentale per un controllo completo e per diagnosticare l'eventuale presenza di anomalie a carico dell'apparato neuromuscolare dell'occhio e le alterazioni che da questi derivano.

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