Roma

Shakespeare a Villa Borghese

INTERPRETI Sul palco «elisabettiano» saliranno tra gli altri Sandra Collodel e Maurizio Donadoni, impegnati nella «Bisbetica domata»

Shakespeare a Villa Borghese

Immune dagli schiamazzi cittadini, avvolto nel silenzio di Villa Borghese, con palcoscenico direttamente sotto il cielo e spettatori seduti a terra, il Silvano Toti Globe Theatre, ovverosia quella singolare «O» di legno assai simile all’omonima sala londinese, merita senza dubbio un certo rilievo tra i luoghi ormai consolidatisi come «sedi» ideali dell’Estate Romana. Almeno per due ordini di motivi: la piacevolezza con cui trascorrono le serate qui, confidando nella latitanza di Giove pluvio e gustando, negli intervalli degli spettacoli, refrigeranti spuntini all’aperto e, ovviamente, le proposte di un cartellone che non potrebbe che essere tutto all’insegna del genio shakespeariano, con lavori per lo più divulgativi e filologici che ogni anno il direttore artistico, Gigi Proietti, sceglie mettendo insieme riprese e novità. Insomma, un pezzetto di civiltà elisabettiana a Roma dove sentirsi sospesi tra presente e passato e dove rinsaldare il nostro legame con il maggiore drammaturgo di tutti i tempi. E se da un lato la stagione 2009 prosegue con coerenza un progetto culturale avviato da anni (anche per l’arruolamento di artisti e attori in molti casi giovani), dall’altro la presenza di un titolo come Troppu trafficu ppi nenti di Andrea Camilleri e Giuseppe Di Pasquale (si veda l’articolo di questa pagina) lancia un segnale di positiva stravaganza, visto che questo allestimento rientra, più o meno come ShakespeaRe di Napoli di Ruggero Cappuccio o il celebre film Shakespeare in love, in quella galleria di accreditate variazioni sul mistero biografico del Bardo (leggete l’interessante volume Il mondo è un teatro di Bill Bryson edito da Guanda) capaci di accordare la fantasia moderna sulle insuperate note di capolavori indiscussi, al cui fascino nessuno può sottrarsi. Perché è innegabile che decidere se andare a vedere Il mercante di Venezia, opera d’apertura diretta da Loredana Scaramella in una versione scenica briosa ma pulita e fedele all’originale, piuttosto che Il sogno di una notte di mezza estate o Othello o La bisbetica domata sia una questione essenzialmente di gusto personale. Se, ad esempio, prediligete la leggera arguzia dei toni comici, ma inclinate volentieri anche per il sentimentalismo e gli slittamenti dell’immaginazione, allora Il sogno fa certamente al caso vostro: commedia di magia e amore, di spiritelli dispettosi e attori che recitano la parte di attori, ci viene proposta nella regia di Riccardo Cavallo (dal 25 luglio al 2 agosto). Se invece vi stuzzica l’idea di una commedia dove, attraverso i rapporti d’amore e di forza, si vuole dimostrare come nella vita siamo tutti «pirandellianamente» costretti a indossare una maschera, allora vi consigliamo La bisbetica domata che Marco Carniti porta in scena dal 4 al 20 settembre (traduzione a firma di Masolino D’Amico) con un cast dove figurano, tra gli altri, Sandra Collodel (l’isterica Caterina), Maurizio Donadoni (suo marito Petruccio), Melania Giglio (sua sorella Bianca). Infine, chi si sente attratto dalla passionale drammaticità della tragedia, vada a vedere l’Othello diretto da Daniele Salvo: troverà la sorpresa di un allestimento moderno e originale dove si insiste sul rapporto tra pubblico e privato e dove in gioco non c’è la gelosia del Moro di Venezia quanto la sua «ingenuità» (dal 7 al 14 agosto e poi dal 18 al 30).
Spettacoli alle ore 21.

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