Morricone torna alla lirica con un'opera sulla Fallaci

Coro, orchestra e voce soprano per raccontare la vita di una donna straordinaria. Il maestro ispirato dallo spettacolo della Guerritore

Morricone torna alla lirica con un'opera sulla Fallaci

Tra le sue prime opere liriche ci sono Cantata per l'Europa e Partenope fino ad arrivare a Vuoto d'anima, scritta per celebrare il millenario della cattedrale di Sarsina, la cittadina dove nacque Plauto. Il maestro Ennio Morricone, superstar delle colonne sonore (e anche autore di brani di musica leggera - dai primi arrangiamenti per Gino Paoli a Elisa), non dimentica le sue radici in quella che lui stesso definisce «la musica assoluta». Dopo aver scritto l'accompagnamento per il film La miglior offerta di Giuseppe Tornatore, il premio Oscar torna alla lirica componendo un'opera per orchestra, coro e voce soprano dedicata a Oriana Fallaci.

La partitura si ispira al testo teatrale Mi chiedete di parlare, scritto e interpretato da Monica Guerritore e dedicato alla nota giornalista (lo spettacolo fu prodotto due anni fa per il Festival dei Due Mondi di Spoleto e sarà in scena al Teatro Eliseo di Roma fino alla fine della prossima settimana). L'annuncio ufficiale viene dallo stesso Morricone che ha dichiarato: «Ho assistito allo spettacolo di Monica Guerritore e la sua interpretazione ha suscitato in me emozioni forti e profonde. Assistere a quello spettacolo è rivivere e partecipare, soffrire ed esaltarsi ripercorrendo un'esistenza di eccezionali rischi e profonde problematiche». Per comporre l'opera il maestro ha disatteso a una delle regole principali della sua vita: «Non mi propongo mai; approdai al cinema perché nel 1961 venne a cercarmi Luciano Salce per Il federale». Questa volta è lui a farsi avanti: «Ho chiesto alla Guerritore di poter lavorare sul suo testo per la composizione di un'opera per orchestra coro e voce soprano». Per quest'opera ci si attende che Morricone concilii le sue due anime, ovvero la musica da film e quella assoluta, che definisce «due espressioni artistiche che si avvicinano senza mai sovrapporsi». Partendo dalle immagini e dal testo svilupperà le sue trame sonore sia sovrapponendosi all'opera di un altro (lo spettacolo), sia lavorando in completa libertà creativa come accade per la musica assoluta. Insomma parte da un'opera teatrale ma non deve sottolinearne la trama, deve inventarsela e farla vivere di luce propria. Oriana Fallaci, con le sue metamorfosi, si presta musicalmente ad una lettura eclettica e polimorfa.
Ma per Morricone il punto di riferimento immediato è ancora la Guerritore. «La Guerritore come interprete e autrice si identifica straordinariamente, e si esce da questa generosa messinscena profondamente coinvolti dall'inquietante ed enigmatico contatto con un'anima che ha percorso e vissuto molte delle contraddizioni del nostro tempo con coraggio e dolore».

Speriamo che Morricone, fine tessitore di trame melodiche, non si faccia condizionare dalla seconda parte dello spettacolo (un monologo di poco più di un'ora) in cui va in scena la Fallaci che assiste all'11 settembre e comincia a «sragionare» avvalorando l'idea - sostenuta da molti a sinistra - che esista una Fallaci «buona» e una «cattiva», una donna che, secondo la Guerritore, alimenta il suo mito «lasciandosi arruolare senza appello tra le truppe di una destra oltranzista». L'attrice comunque ha messo a completa disposizione del maestro il suo testo e il suo lavoro. «Dopo lo spettacolo Ennio è salito in camerino e quando mi ha abbracciato ho sentito che era fortemente commosso, come d'altronde lo ero io. La percezione della vita così complessa, lucida e tragica della Fallaci è netta ed un'artista come lui ne ha colto l'aspetto universale. È quello ad averlo ispirato. Il suo interesse è una bellissima notizia che mi commuove e mi emoziona». Così finalmente la Fallaci sarà celebrata anche da un'opera musicale degna di questo nome.

Commenti