La stagione è finita, i Mondiali sono alle porte e l'Italia, che per la terza volta di fila sarà solo spettatrice della rassegna iridata, inizia a seminare per il futuro. Dopo il disastro in Bosnia, le dimissioni del presidente Figc Gravina e a ruota quelle del capodelegazione Buffon e del ct Gattuso (oggi al via la sua avventura in panchina con la Lazio), ecco una Nazionale dall'età media particolarmente bassa (20 anni e mezzo) e ricca di italiani di seconda generazione o con doppio passaporto - dal figlio d'arte Inacio Pià passando per Ahanor, Ekhator, Fini, Chiarodia, Mane e il cosmopolita Koleosho, alcuni giocano all'estero da tempo - per le due amichevoli di giugno: stasera il Lussemburgo, domenica la Grecia. Alla guida il ct a interim Silvio Baldini, onesto navigatore della panchina tra Serie A, B e C e attuale tecnico dell'Under 21 azzurra. Che ha portato a Coverciano le regole già sperimentate nell'Under 21 e nelle squadre allenate durante la lunga carriera: niente telefonini, stanze doppie per tutti (tripla per i portieri), nessun ritardo ammesso in sala colazione/pranzo e pesata obbligatoria.
I test sarebbero dovuti servire a preparare gli azzurri per l'appuntamento in Usa, Canada e Messico, saranno invece solo il trampolino di lancio per molti giovani promettenti che dovranno dimostrare di meritare la maglia azzurra dei grandi. Partendo dal presupposto che avranno bisogno di un maggiore minutaggio nei propri club per poter alimentare questo sogno azzurro. E nella Nazionale più multietnica di sempre, appena quattro i calciatori reduci dalla notte da incubo di Zenica: capitan Donnarumma nel ruolo di chioccia ("non mi sembrava vero di poterlo avere a disposizione", così Baldini giovedì scorso all'inizio del raduno), Pio Esposito terminale principale dell'attacco, Marco Palestra esterno di difesa, Pisilli nel terzetto a metà campo, ovvero tre calciatori tra i 21 e i 22 anni. Stasera saranno loro gli unici titolari del precedente gruppo.
E oltre ai protagonisti in campo, Baldini cambierà anche il modulo: dal 3-5-2 utilizzato da Gattuso per larga parte della propria gestione, compresa la sciagurata notte bosniaca, si passerà al 4-3-3.
Il più "vecchio" in campo, escluso ovviamente il 27enne Gigio, potrebbe essere il viola Cher Ndour (22 anni a luglio), il più giovane Seydou Fini del Frosinone ma già nel mirino del Napoli (20 anni ieri) se vincerà il ballotaggio con Cherubini della Samp. In corso d'opera possibile spazio per l'atalantino Ahanor o il leccese di scuola Milan Camarda, addirittura classe 2008.