E Conte adesso racconta tutto: ​"Mi avevano sconsigliato l'Inter, ma vi dico perché amo questa sfida"

Conte vuole lasciare il segno all'Inter: "Questa è la sfida più difficile della mia carriera. Restare a lungo? Dare la propria impronta e restare tanti anni è la cosa più bella per un allenatore"

E Conte adesso racconta tutto: ​"Mi avevano sconsigliato l'Inter, ma vi dico perché amo questa sfida"

L'Inter di Antonio Conte sta volando in campionato e da due settimane ha anche sorpassato i cugini del Milan in classifica. La vittoria nel derby ha dato ancora più morale ai nerazzurri che ora sognano l'allungo decisivo sulle rivali per la volata tricolare. Il tecnico leccese sembra anche un po' più disteso rispetto ai mesi precedenti e ai microfoni del Corriere della Sera è tornato a parlare dell'eliminazione dell'Inter dalla Champions: "Da avversario voglio ammazzare, intendo sportivamente, il mio nemico: mandarmi via avrebbe facilitato gli altri".

Amore duraturo?

Il contratto di Conte con l'Inter scadrà il 30 giugno del 2022 e in molti pensano che possa salutare a fine anno con o senza scudetto. L'ex ct della nazionale italiana ha lasciato aperta una porta pur ammettendo la difficoltà di questa sfida:"L'Inter è la sfida più difficile della mia carriera. Restare a lungo? Dare la propria impronta e restare tanti anni è la cosa più bella per un allenatore". L'ex allenatore della Juventus ha poi continuato: "Mi avevano sconsigliato l'Inter ma mi piacciono le sfide, e l'esperienza alla Juve è stata importante per arrivare con il bagaglio costruito precedentemente. Sono arrivato molto più preparato".

Questione di mentalità

L'Inter sta acquisendo pian piano una mentalità vincente visto che l'anno scorso ha ridotto il gap con la Juventus ed ha perso la finale di Europa League contro il Siviglia per i dettagli che non hanno sorriso ai nerazzurri. Quest'anno la squadra sta facendo bene in campionato con i tifosi che sognano di spezzare l'egemonia della Juventus che dura da nove anni consecutivi:"Difficile cambiare il chip mentale ad una squadra che non vince da 10 anni, inconsciamente cerchi alibi e dai la colpa ad altri, non vedi i tuoi limiti. La differenza tra mentalità vincente o semplicemente campare è alzare la pressione, lavorare su ogni settore e non solo sui calciatori, e diventare un rompiscatole", il Conte pensiero in merito alla mentalità.

Conte ha poi parlato sul suo futuro da allenatore che sarà ancora lungo considerando che Conte ha solo 51 anni, 52 a fine luglio: "Non so se vinceremo ma faremo di tutto per riuscirci e un allenatore, quando decide di sposare un progetto, è felice se ha la possibilità di lavorare a lungo nello stesso club. Mi piacerebbe ci fosse continuità in tutto". Infine un pensiero per la nazionale: "Se penso alla Nazionale mi vengono i brividi, la mia porta per l'Italia sarà sempre aperta".

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