Napoli sprecone: tanti tiri, un gol. Impresa Spezia che vince in 10

Napoli - Un'altra pagina dal manuale del perfetto suicidio. Poche squadre sanno farsi male da sole, forse nessuna come il Napoli. L'impresa dello Spezia al «Maradona» non può non tener conto della sciagurata prestazione azzurra: applausi ai liguri capaci di rimontare in dieci contro undici lo svantaggio, mani nei capelli al cospetto di un dato statistico allucinante. Sedici occasioni da gol contro tre, eppure la squadra di Gattuso è riuscita nell'impresa di perdere una gara che aveva comandato per oltre un'ora. D'accordo su Provedel, migliore in campo nello sfornare parate decisive a ripetizione ma la miopia sotto rete di Insigne e soci è preoccupante. Errori di mira e, quel che è peggio, di superficialità: il capitàno il più colpevole ma anche Elmas, Petagna e Lozano non gli sono stati da meno. Gattuso ci ha messo del suo presentando tra i titolari un paio di elementi fuori condizione da tempo, in primis Fabian Ruiz finito nel tritacarne del palleggio avversario, e simbolo della sconfitta con il fallo da rigore tanto inutile quanto sciocco.

In mezzo a una serie innumerevole di errori in fase di tiro, il Napoli era riuscito a sbloccarla con una percussione di Petagna. Continuare a giocare con sufficienza è costato il suicidio, dopo la stupidaggine di Ruiz e il pareggio di Nzola dal dischetto, gli azzurri hanno avuto tempo e chance per rifarsi grazie all'espulsione di Ismajli. Invece lo Spezia ha mostrato più carattere, la difesa meno battuta del campionato è crollata goffamente sotto il tocco di Pogeba (nella foto): terza sconfitta nelle ultime cinque gare, toccherà a Gattuso spiegare perché la squadra si è afflosciata su sé stessa. - «È mancata cattiveria sottoporta, dispiace, la palla non sarebbe entrata fino a domani. Dovrei essere io a trascinare i miei compagni, ma non ci sono riuscito», così Insigne dopo la sfida.

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