Quei crudeli dispetti del dio del pallone

Sarri umiliato dai partenopei di Ringhio, Conte beffato dal Ninja ripudiato

Torino Il day after bianconero è quello che è. Non il massimo, ovviamente. Perché tornare sconfitti dal San Paolo, per quanto contro un Napoli che non vinceva nell'impianto amico addirittura da ottobre, ci può anche stare: semmai è il modo in cui è maturato il ko ad avere infastidito l'ambiente. Il non avere effettuato nemmeno un tiro nello specchio della porta per tutto il primo tempo, per esempio, è evento verificatosi per la prima volta in stagione: il che fa a cazzotti con la presenza in campo del tridente pesante, certo che sì. Troppe cose non hanno funzionato, insomma. Dentro il campo, ma anche fuori. Dove Sarri ha ammesso che la sua squadra ha disputato «una partita di scarsa energia mentale ed emotiva, come già ci era accaduto contro la Lazio». Bene ma non benissimo: perché, tradizionalmente, la Juve ha sempre fatto dell'approccio mentale uno dei propri punti di forza. A maggior ragione in occasioni di partite contro le pari grado o simili: a Napoli è invece scesa in campo una squadra molle, a tratti slegata. Che Sarri bacchetterà, pur se l'impressione è che non voglia infierire dal momento che «si è sbagliato tutti insieme, è mancato il collettivo». E però la sconfitta brucia anche perché, dopo i pareggi di Inter e Lazio, ci sarebbe stata la possibilità di aumentare davvero il vantaggio in classifica.

Ma il giorno dopo è anche quello dei tifosi perplessi meglio: arrabbiati - per alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso tecnico bianconero: «È ovvio che avrei preferito non tornare a casa sconfitto. Che poi sia capitato contro il Napoli, non mi dà particolare fastidio. Sono contento per quei ragazzi cui sono e rimarrò legato per sempre: se proprio bisogna perdere, meglio con loro che con altri. Devo molto a quel gruppo: se si tolgono dai guai, sono contento». Un po' come se Conte, al termine dell'ultimo Inter-Juve, avesse detto «ok, meglio perdere contro di loro che con altre squadre». I più intransigenti non hanno gradito, mettiamola così. E, in rete, il dibattito si è acceso in fretta tra innocentisti («non ha detto nulla di male») e colpevolisti («follia»). Peraltro, da alcuni spifferi (non confermati, logicamente) pare non abbia apprezzato granché nemmeno Andrea Agnelli, per cui, l'aria torinese non sembra così salubre anche senza tirare in ballo i PM10.

Sui social, per di più, gli incidenti diplomatici sono sempre dietro l'angolo e ieri per esempio il quotidiano La Stampa ha chiesto scusa ai tifosi interisti per avere pubblicato sul proprio sito un tweet dello scrittore Christian Rocca in cui l'Inter veniva descritta come «una specie di reparto di neuropsichiatria» facendo riferimento a quanto andato in scena al termine del match contro il Cagliari. Il clima è quello che è: non serenissimo, né di qua né di là. Pur se la Juve resta davanti a tutti in campionato, è arrivata in carrozza agli ottavi di Champions e ha raggiunto la semifinale di Coppa Italia. Certi scricchiolii, però, non fanno piacere. E nemmeno, dopo la seconda giornata di ritorno, gli otto punti in meno in classifica rispetto all'anno scorso.