Sprechi, clientele, «munnezza»: modello Bassolino

Ora che ’a munnezza non c’è più per o’ re Antonio Bassolino e per il suo luogotenente Rosa Russo Iervolino è facile presentare un’immagine diversa della Campania e di Napoli. Ora che i cumuli di rifiuti non invadono più le strade è facile discettare sulle leadership e sui leader. In fondo, se il Pd in Campania ancora non ha un candidato governatore è per le bizze di Bassolino che ha costretto il partito alle primarie per eternarsi con un «suo» candidato: Riccardo Marone.
Non domandate a Bassolino dei 7 miliardi di debito sanitario. Non chiedetegli quale sia stata l’unica Regione a organizzare un corso per veline? E non interrogatelo su quanto dispendiosa sia stata la sua attività di commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. No, anche qui è meglio tacere, far finta di nulla.
E allora meglio pensare a Bassolino e Iervolino come a coloro che hanno resuscitato la festa, anzi meglio il festival, di Piedigrotta. Nello scorso settembre c’è stato pure Elton John a Piazza del Plebiscito. «Faremo di Ravello la Salisburgo del Mediterraneo», ha detto già proiettato all’inaugurazione del nuovo Auditorium della Costiera. Meglio chiudere entrambi gli occhi su Scampia. Meglio manifestare solidarietà agli operai di Pomigliano. Ecco, il gioco è tutto qui e ’a munnezza non c’è più.
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