Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:44
La stanza di Feltri

Cara Salis, la coerenza è una virtù esigente

Da decenni la sinistra rivendica una sorta di monopolio morale sul tema del lavoro. Ogni giorno impartisce lezioni a imprenditori, governi, cittadini

Caccia i collaboratori senza giusta causa, poi risulta introvabile dove ha la residenza. Stangata da 310mila euro per Ilaria Salis

Gentile Direttore Feltri, ho letto della condanna in primo grado di Ilaria Salis al risarcimento di oltre 300mila euro per il licenziamento senza giusta causa di due suoi collaboratori. Confesso che la notizia mi ha lasciata perplessa, soprattutto perché da anni la sinistra si presenta come la custode dei lavoratori, dei precari e dei diritti. Lei che cosa ne pensa?

Laura De Benedetto

Cara Laura,

la vicenda è interessante non tanto per la sorte giudiziaria di Ilaria Salis, sulla quale sarà la magistratura a pronunciarsi definitivamente, quanto per il suo valore simbolico. Esiste una sentenza di primo grado del Tribunale del Lavoro di Milano che afferma che due collaboratori sono stati licenziati senza giusta causa e dispone un risarcimento superiore ai 300mila euro. Salis ha già annunciato appello, contesta integralmente la decisione e sostiene di non aver potuto partecipare, suo malgrado, al giudizio: sembra che l’europarlamentare non abbia una residenza e che per questo sia impossibile farle giungere gli atti giudiziari. Inevitabile per me compiere una riflessione. Da decenni la sinistra rivendica una sorta di monopolio morale sul tema del lavoro. Ogni giorno impartisce lezioni a imprenditori, governi, cittadini. Ogni giorno ci spiega che cosa significhi tutelare il lavoratore, garantire la dignità dell’occupazione, combattere la precarietà. Poi, quando la teoria incontra la pratica, accadono episodi che raccontano una realtà assai meno edificante. È curioso osservare come coloro che fanno della morale il proprio mestiere finiscano spesso per inciampare proprio sul terreno dove si proclamano maestri. La sinistra ama distribuire pagelle etiche. Stabilisce chi sia civile, chi democratico, chi solidale, chi meritevole di appartenere al consesso delle persone perbene. Il problema è che la coerenza dovrebbe precedere le lezioni. Che la teoria dovrebbe affiancarsi alla

pratica. Che quello che si proclama dovrebbe trovare corrispondenza nel comportamento. Se davvero si ritiene che il lavoro rappresenti un valore sacro, allora quel principio deve valere sempre. Non soltanto quando serve per attaccare il governo di turno o per organizzare una manifestazione in piazza. Trovo singolare anche un altro aspetto. La vicenda personale di Ilaria Salis ha suscitato, negli ultimi anni, una mobilitazione politica e umana enorme. Si è parlato di garanzie, di diritti, di tutele, di comprensione. Ed è un principio condivisibile. Proprio per questo sorprende leggere una sentenza che riguarda due lavoratori ai quali, secondo il Tribunale del Lavoro, è stata negata quella tutela che la sinistra invoca continuamente per tutti gli altri. La coerenza è una virtù esigente: non può valere solo quando siamo noi a chiederla.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.