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La stanza di Feltri

“Importare” immigrati non risolve il calo di nascite

Dunque l’Italia perde abitanti? Semplice: invece di chiederci perché gli italiani non facciano più figli, importiamo popolazione.

Il "comizio" del cardinale alla festa di Rifondazione

Gentile direttore Feltri,

ci sono esternazioni che destano perplessità per la figura dalla quale vengono rilasciate, ma collimano con la persona. L’ultima perla del cardinale Zuppi è «l’accoglienza è una risposta allo spopolamento». Certo la prossima non può che essere l’approvazione e il sostegno all’aborto quale mezzo di contenimento delle nascite del «colpevole» per definizione bianco, cattivo e oppressore e consentire di conseguenza il ripopolamento con le sue vittime, woke in essenza. Molto probabilmente si iscriverà al partito di Macron per inserire l’aborto in Costituzione quale diritto universale. O tempora o mores. E non aggiungo altro. Saluti

Fulvio Bellani

.

Caro Fulvio,

quando a parlare è un cardinale, sarebbe lecito aspettarsi qualche riflessione in più e qualche slogan in meno. Invece Zuppi

ci regala la brillante equazione: «L’accoglienza è una risposta allo spopolamento».

Dunque l’Italia perde abitanti? Semplice: invece di chiederci perché gli italiani non facciano più figli, importiamo popolazione. Una soluzione talmente elementare da sembrare uscita da un manuale di burocrazia ideologica.

Naturalmente chi prova a dissentire viene subito catalogato come razzista, egoista e nostalgico del Medioevo. Il bianco occidentale è ormai il colpevole universale, mentre l’immigrato viene trasformato, per decreto morale, nell’innocente da salvare.

A questo punto manca solo il passo successivo: considerare la denatalità degli italiani una conquista progressista e l’immigrazione il nuovo sacramento civile. Magari con l’aborto elevato a dogma civile, così il cerchio ideologico sarebbe finalmente completo. Si dirà che è una provocazione.

Certamente. Ma provocatoria è anche l’idea che si possa risolvere il dramma demografico senza affrontarne le cause.

La realtà, che non frequenta né salotti né sacrestie progressiste, è un’altra: un Paese si salva se mette i propri cittadini nelle condizioni di avere figli, non se considera l’arrivo di altri abitanti un sostituto della propria natalità.

Altrimenti non è una politica demografica. È semplicemente la resa.

Una nazione seria dovrebbe aiutare i propri cittadini a fare figli, non spiegare loro perché non servano più. Perché quando un Paese smette di credere nel proprio futuro, il problema non è quanti immigrati accoglie. È che futuro, semplicemente, non ne vede più.

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