Caro direttore Feltri,
tutti a meravigliarsi dell’offerta di scambio di 5mila dollari proposta da Trump agli elettori americani: costo 1200 miliardi. E allora è il caso di ricordare agli smemorati che il premier per caso Conte per raccogliere i 170 miliardi che gli ci vollero per far sfoggio dello sciagurato bonus 110 prese circa la stessa cifra, 4300 euro, dalle tasche di ciascuno di noi. Il grande ballista e Giuseppi dissipatori di pubblico denaro di uguale forza.
Francesco Cigna
.Caro amico,
la faccenda è davvero commovente. Trump promette 5.000 dollari agli americani e improvvisamente i custodi della morale pubblica scoprono che i soldi dello Stato, costano denaro. Che rivelazione. Peccato che la memoria, quando serve a fare le pulci agli avversari, sia sempre prodigiosa, mentre quando bisogna ricordare le proprie imprese diventi selettiva come un commercialista sotto processo. Da noi abbiamo avuto il mirabolante Superbonus 110%, quella geniale trovata per cui lo Stato pagava più di quanto il lavoro costasse e il conto, naturalmente, finiva sulle spalle dei contribuenti. Un meccanismo talmente brillante che, a forza di regalar soldi, siamo riusciti nell’impresa di scoprire che prima o poi qualcuno quei soldi deve tirarli fuori. E quel qualcuno, guarda caso, non era Babbo Natale. La differenza è soltanto una: quando Trump mette mano alla spesa pubblica, si parla di populismo. Quando lo fanno i nostri fenomeni, si parla di politica economica. Quando lo fa l’avversario è clientelismo. Quando lo facciamo noi è redistribuzione. Quando paga Trump è uno scandalo. Quando paghiamo noi è solidarietà. Naturalmente
la solidarietà, in Italia, ha sempre la curiosa abitudine di partire dal portafoglio degli altri. Alla fine la politica ha inventato una formula meravigliosa: promettere soldi a tutti senza mai pronunciare la parola «conto». Perché il conto arriva sempre, dopo. E, soprattutto, arriva sempre a qualcun altro. Dunque non stupiamoci se americani e italiani applaudono chi promette regali. Il vero miracolo non è distribuire denaro: è riuscire a far credere a chi paga di essere quello che riceve. E in questo campo, diciamolo, abbiamo avuto maestri insuperabili. Altro che America First. Da noi vige da anni il più prosaico: «Pagate voi, che poi ci pensiamo noi».
