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È indegno gioire del male del "nemico"

Sono sconcertato e inorridito dai commenti rivolti al ministro Roccella, peraltro in un momento particolarmente tragico in cui questa donna ha perso il coniuge

È indegno gioire del male del "nemico"
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Gentile Direttore Feltri,
sono rimasto sconvolto non solo dalla tragedia che ha colpito la ministra Eugenia Roccella, il cui marito è disperso nel lago di Vico e viene cercato senza sosta in condizioni estremamente difficili, ma anche dall'ondata di odio che si è abbattuta su di lei sui social.
Leggere auguri di morte e commenti che esultano davanti al dolore di una donna è qualcosa che mi lascia senza parole.
Mi domando: che cosa ci sta succedendo? Fino a qualche anno fa un simile livello di disumanità era così diffuso oppure stiamo assistendo a un peggioramento del clima pubblico?
Un cordiale saluto

Francesca Ruggeri

Cara Francesca,
non c'è nulla di politico davanti a una tragedia umana. Una donna vede il marito scomparire nelle acque di un lago. Le ricerche proseguono tra fondali melmosi, acqua torbida e speranze che si affievoliscono di ora in ora. È una situazione che dovrebbe suscitare soltanto rispetto, compassione e silenzio. E invece c'è chi approfitta di quel dolore per insultare, irridere e perfino augurare la morte. È un livello di disumanità che dovrebbe indignare chiunque, indipendentemente dalle idee politiche. Tu mi chiedi se l'odio non sia aumentato negli ultimi anni. La mia impressione è che oggi i social abbiano amplificato tutto: la rabbia, la frustrazione, il risentimento. Persone che probabilmente non avrebbero mai pronunciato certe parole guardando qualcuno negli occhi si sentono autorizzate a farlo dietro una tastiera. Ma c'è anche un'altra riflessione. Trovo singolare che, in molti casi, chi si presenta come paladino del linguaggio rispettoso, della lotta all'odio e della convivenza civile finisca poi per utilizzare, quando l'avversario politico è quello sbagliato, espressioni che smentiscono quei principi. Le regole della civiltà dovrebbero valere sempre. Se si condanna il linguaggio d'odio, lo si condanna contro chiunque. Se si difende la dignità delle persone, la si difende anche quando quelle persone la pensano diversamente da noi. Se si promuove la tutela della donna, la si promuove pure quando la donna è di destra. Altrimenti non siamo davanti a un principio. Siamo davanti a un doppio standard. E una società che perde la capacità di provare pietà davanti al dolore di una famiglia, qualunque sia il colore politico di quella famiglia, rischia di perdere qualcosa di molto più importante del dibattito politico: rischia di perdere la propria umanità.

Personalmente sono sconcertato e inorridito dai commenti rivolti al ministro Roccella, peraltro in un momento particolarmente tragico in cui questa donna ha perso il coniuge, non più riemerso dalle acque del lago.

È incredibile come una occasione di svago possa in un attimo trasformarsi in dramma. Basterebbe considerare che la vita ci espone tutti a queste fatalità per non gioire mai del male altrui, fosse anche quello del nostro nemico.

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