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Dopo la Statale pronti altri sgomberi

Da 2 anni lo stabile di via Celoria era occupato da anarchici e collettivi studenteschi

Dopo la Statale pronti altri sgomberi

Ieri un altro intervento ha riportato la legalità in via Celoria 22, alla Statale. La Polizia di Stato ha sgomberato il Settore Occupato Città Studi (Socs), locali universitari occupati da quasi due anni da collettivi anarchici e studenteschi. Sedici denunciati per occupazione abusiva, quattro fogli di via. Gli occupanti, colti di sorpresa all'alba, hanno tentato di mobilitare solidarietà via social, ma i 2.520 metri quadri sono tornati all'Università per didattica e ricerca. La rettrice ha ringraziato le forze dell'ordine.

All'alba sono state quindi le chiavi a parlare più forte delle parole d'ordine. Alle sei in punto, senza urla né spranghe, senza lacrimogeni né resistenze plateali, è finita l'occupazione abusiva del Dipartimento di Biologia Chimica dell'Università Statale di Milano. Il Socs, la roccaforte che la galassia anarchica cittadina aveva piantato dentro la palazzina 24020 fin dal novembre 2024, ha chiuso i battenti. Silenziosamente. Definitivamente. Le maestranze dell'ateneo hanno aperto due ingressi sigillati dall'interno. Agenti in abiti civili sono scesi subito nei piani seminterrato e meno uno. Intorno all'edificio, il personale in uniforme ha stretto un cordone lungo tutto il perimetro, occhi e radio puntati su ogni possibile via di fuga.

Degli attivisti dell'area libertaria già noti alla Digos, non uno ha alzato la voce. Non uno ha cercato di barricarsi. Hanno accettato l'identificazione come chi sa che il tempo dell'occupazione era scaduto. Per tutti sono scattate le indagini ex articoli 110 e 633 del codice penale. Quattro di loro, inoltre, sono stati raggiunti da un foglio di via obbligatorio ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 159 del 2011. La legge ha fatto il suo corso senza bisogno di eroi né di martiri.

Alle undici, con la calma di chi ha già capito di aver perso, hanno quindi raccolto effetti personali e qualche masserizia. Hanno varcato la soglia per l'ultima volta. Fuori li aspettavano una quarantina di sodali accorsi in fretta e furia per testimoniare solidarietà. Insieme si sono spostati nel giardino alle spalle della palazzina, dentro il perimetro della Città Universitaria. Lì sono rimasti. Lì ancora stanno, in un presidio simbolico che certo però non cambia il destino di quei locali.

Intanto in via Monte Rosa, la palazzina del centro sociale Cantiere si preparava all'assedio. Negli ultimi giorni, dopo ripetuti sopralluoghi tecnici disposti dalla Procura, gli occupanti accumulano assi, reti e materiali per erigere barricate in vista di un probabile sgombero.

Venticinque anni di occupazione abusiva di uno stabile liberty, trasformato in laboratorio politico e rifugio antagonista, rischiano di finire. Un segnale chiaro della determinazione delle autorità di fronte all'illegalità diffusa.

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