Un suicidio smorza i sorrisi alla festa di D&G

«The show must go on», lo spettacolo deve continuare, cantavano i Queen. E la festa di ieri sera a Palazzo Marino per i vent’anni del duo della moda milanese Dolce e Gabbana, «azienda che ha dato prestigio alla città», non poteva che celebrarsi secondo programma. Il giorno prima, in un cortile di viale Papiniano, era stato portato via il corpo senza vita del modello francese Tom Nicon, gettatosi dal sesto piano dell’appartamento degli amici che lo ospitavano durante i giorni in cui avrebbe dovuto sfilare per Versace. Aveva 22 anni ed era un volto noto sulle passerelle internazionali, conteso da grandi griffe come Louis Vuitton, Costume National, Burberry. Un gesto, dicono gli amici impietriti, forse causato da una delusione amorosa. Sono i due volti, amaro e dolce, di un’ordinaria giornata di fashion, conclusasi con la parata dei vip giunti ad omaggiare, tra le pareti istituzionali di un Palazzo Marino in versione party, i due sarti icona dell’haute couture milanese, da poco ambrogini d’oro e recentemente finiti nella bufera per un’inchiesta fiscale. Nella piazza, lo scenario serale appariva quello di una prima della Scala alla rovescia, con transenne perimetrali a proteggere i vip in abito lungo accolti all’ingresso da una Moratti in rosso fiammante a far gli onori di casa accanto all’assessore Terzi in impeccabile gessato. Dentro, tra coppe di cocktail Martini ricolme di ghiaccio, installazioni multimediali e la performance di un sarto mentre cuce al suono di «La bambola» di Patty Pravo, molti volti del jet set nostrano e internazionale. I più attesi, la diva Juliette Binoche reduce da Cannes, l’etoile Roberto Bolle e l’hollywoodiano Morgan Freeman («l’unico che mi interessa», sussurra la regista Andrè Ruth Shammah in abito di seta).
Fuori, sotto una pioggerellina battente, la gente appoggiata alle transenne guardava incuriosita i videocubi che mandavano in onda la storia dei due ambrogini in ago e filo, scrutando il portone che inghiottiva gli invitati accompagnati da un esercito di bodyguard mescolati ai vigili urbani.
L’ombra del suicidio del giovane Nicon sembra evaporare tra i lustrini del party e fa tornare alla mente qualche scena del film «A single man» presentato quest’inverno proprio qui a Palazzo Marino dall’ex stilista di Gucci Tom Ford. Un’altra storia di morte e glamour. Anno strano, per la moda sotto madonnina. Prima le polemiche per la settimana corta imposta dalla temutissima direttrice di Vogue Usa Anna Wintour, la clamorosa ritirata di Cavalli e le voci sull’addio di Ferrè; poi il misterioso suicidio dello stilista Alexander McQueen che proprio a Milano aveva fatto la sua ultima sfilata. Poi la propiziatoria inaugurazione, proprio con Dolce e Gabbana, del «Museo della moda». E ieri, in un’uggiosa serata estiva, Milano fa festa.

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