A teatro c’è la Rivoluzione

A teatro c’è la Rivoluzione

Quando un teatro si trasforma, si rinnova, cambia look, abiti e abitudini è sempre un fatto positivo. Un fatto che non rinnega il passato ma che, anzi, trae nutrimento dalla strada già battuta per aprire prospettive future, per guardare all’oggi e al domani, per entrare meglio in sintonia con i pubblici anche più acerbi. Ecco perché ciò che sta succedendo al Quirino da quando Geppy Gleijeses (ben noto attore e regista campano nonché direttore artistico dello Stabile di Calabria) ha assunto la gestione della storica sala dell’Eti va salutato come un evento positivo: pareti esterne ripulite, diversa distribuzione degli spazi interni, attivazione di un bistrot, di un centro lettura e di un’area videoteca fanno da contorno a una programmazione, anch’essa «restaurata» e articolata in settori diversi (ma certamente non disuniti tra loro), nell’ambito della quale emerge chiaramente il desiderio di affiancare alla tradizione uno spicchio succoso di avanguardia, affidandone la cura al giovane Lorenzo Gleijeses, figlio di Geppy e apprezzato attore di formazione internazionale (di cui ricordiamo l’intenso Il figlio di Gertrude). È lui infatti l’intraprendente e battagliero «generale» di quella Quirino Revolution con cui il nuovo corso a gestione privata della struttura apre i battenti questa sera.
Rivoluzione ovviamente condotta senza armi né battaglie, bensì a furia di spettacoli ed eventi live che, incorniciati nel significativo titolo Mad (Maestri Avanguardie Derive della scena contemporanea), vanno a comporre una vetrina internazionale di teatro (appuntamenti fino al 28 settembre) dove contenitore e contenuto mirano a formare un tutt’uno organico. Ovverosia: un open space vivace e frequentabile sin dal pomeriggio che prevede un segmento serale (alle 20.45) dedicato a lavori di importanti compagnie di ricerca italiane e straniere (un titolo diverso ogni sera), tra le quali figura, ai nastri di partenza, persino l’Odin Teatret di Eugenio Barba, tempio dell’antropologia teatrale e della tecnica «pre-espressiva» dell’attore dove lo stesso Lorenzo Gleijeses ha trascorso lunghi periodo di studio. Si intitolano Oro di Otello e Il castello di Holstebro II i lavori che, interpretati rispettivamente da Augusto Omolù e Julia Varley, Barba presenta al Quirino oggi e domani. E all’arte - o se vogliamo, alla scienza - dell’attore si sono volentieri rivolte le riflessioni teoriche e spettacolari anche di Pontedera Teatro, appendice italiana dell’insegnamento di Grotowski qui in cartellone (il 25) con I sing the body electric - a concert (tratto da testi di Allen Ginsberg), o del compianto Leo De Beradinis, il cui magistero viene rievocato da Valentina Capone in Sole (il 28). Provengono poi dalla Romagna felix sia la ben nota Socìetas Raffaello Sanzio di Cesena, che propone al pubblico la lettura drammatica e musicale Flatlandia (il 19), sia la ravennate Fanny & Alexander, ospitata con il suo Him (il 27). Nuova drammaturgia e compagnie di formazione più recente ma assolutamente apprezzabili quali, per esempio, Egumteatro (Che tragedia!, il 17), MK (Comfort Geografia, il 20), Psicopompo Teatro (Hamelin, il 21) scandiscono gli altri significativi momenti di questa vetrina che, arricchita anche dall’esperienza anomala e originalissima del Teatrino Giullare (Alla meta, il 26), ha davvero il sapore di una sana rivoluzione.
«Il Quirino rivoluzionato - spiega il direttore artistico di Mad - si trasforma in dimora d’artisti, in luogo funzionale alla formazione dei giovani, aspiranti attori o registi, favorendo, attraverso la condivisione di mezzi e spazi, la loro crescita artistica e culturale».
Informazioni e prenotazioni: 06.6790616.