Telecom vince in Argentina: cade l’obbligo della cessione

Nuovo round a favore di Telecom Italia in Argentina. La Segreteria di politica economica del ministero delle Finanze di Buenos Aires ha deciso di invalidare la risoluzione della Secreteria de Comercio Interior che aveva imposto a Telecom la vendita della partecipazione in Telecom Argentina detenuta attraverso Sofora. È quanto spiega il presidente del gruppo argentino, Enrique Garrido, in una lettera inviata alla Sec, l’Autorità di controllo Usa che aveva aperto una indagine sulla vicenda. La corte di appello sulle questioni economiche aveva già annullato l’obbligo di vendita a inizio febbraio ma ora il governo ha rafforzato la decisione della corte e ha vietato all’Antitrust di appellarsi contro la risoluzione.
Nella missiva inviata alla Sec la Segreteria di politica economica ha deciso di ordinare alla commissione Antitrust di non appellarsi alla risoluzione della corte, di rescindere la risoluzione che obbligava Telecom a cedere gli asset argentini e di dare all’antitrust il compito di fare i passi necessari per reindirizzare le procedure. Il presidente di Telecom Argentina ha ricordato anche che a seguito della decisione di annullare la risoluzione che imponeva a Telecom di vendere la partecipazione in Sofora, il ministero economico e delle finanze, aveva affidato alla Segreteria politica economica del ministero delle Finanze la risoluzione del caso, attualmente pendente presso l’Antitrust, riguardante l’acquisizione delle azioni Olimpia, azionista di Telecom, da parte di Telco, avvenuta nel 2007. L’imposizione della Secreteria de Comercio interior era infatti nata dalla presunta situazione di monopolio nel mercato locale delle telecomunicazioni dopo l’ingresso di Telefonica nel capitale di Telecom. Pare dunque caduto l’obbligo di vendita degli asset argentini che però potrebbero figurare, nel piano triennale che sarà presentato a fine marzo, tra quelli che la società ha intenzione di cedere. Non ci sono invece novità sul fronte dello scorporo della rete di Telecom che secondo alcune fonti potrebbe comunque subire una accelerazione. «Lasciamoli lavorare. Non mi pare che i governi debbano intervenire» ha detto il ministro per lo Sviluppo, Claudio Scajola. Intanto oggi a Roma si svolgerà l’udienza per decidere sull’eventuale commissariamento di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, coinvolte nella vicenda di riciclaggio e falsa fatturazione da 2 miliardi di euro. Tra le richieste dei legali delle società c’è quella di rinvio dell’udienza al fine di tentare di trovare, d’accordo con i pm, vie alternative al commissariamento. Questa mattina i legali di Fastweb depositeranno al gip un’integrazione degli atti. Tra i documenti ci sarà anche una deliberazione che il cda dovrebbe adottare sulle possibili strade che, a giudizio della società, si potrebbero esperire in alternativa al commissariamento. Ieri è stato firmato un accordo per la lotta alla dislessia nelle scuole tra il ministero dell’Istruzione e la Fondazione Telecom Italia.

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