Era da Wimbledon 1877 che ogni anno, almeno un semifinalista slam giocava il rovescio a una mano. Agli Us Open 2026, però, la striscia si è spezzata. La sconfitta di Tsitsipas ha lasciato in tabellone solo giocatori col colpo bimane. Proprio come successo in Australia, a Parigi e Londra. Se fossimo nella boxe, lo potremmo definire un ko tecnico. Basti pensare che nei primi 50 giocatori al mondo, sono solamente due i baluardi del rovescio a una mano (saranno tre da lunedì con Tsitsipas): Shapovalov e Musetti. Ogni epoca ha le sue peculiarità: adesso conta la potenza. E in questa direzione, c’è sempre meno spazio per il rovescio a una mano. Che è classe e raffinatezza, ma per molti non efficacia. Come per Zverev e Darderi, entrambi con l’impugnatura a due mani, che si contendono un posto nei quarti. Se l’azzurro dovesse perdere, si interromperebbe un’altra striscia: quella di undici major consecutivi (dagli Australian Open 2024) con almeno un italiano tra gli ultimi otto.

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