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Tennis

Dopo 149 anni fine dell’era del rovescio a una mano

La sconfitta di Tsitsipas ha lasciato in tabellone solo giocatori col colpo bimane

Francisco Cerundolo, of Argentina, foreground, serves to Alexander Blockx, of Belgium, during the fourth round of the U.S. Open tennis championships, Monday, Sept. 7, 2026, in New York. (AP Photo/Seth Wenig)

Era da Wimbledon 1877 che ogni anno, almeno un semifinalista slam giocava il rovescio a una mano. Agli Us Open 2026, però, la striscia si è spezzata. La sconfitta di Tsitsipas ha lasciato in tabellone solo giocatori col colpo bimane. Proprio come successo in Australia, a Parigi e Londra. Se fossimo nella boxe, lo potremmo definire un ko tecnico. Basti pensare che nei primi 50 giocatori al mondo, sono solamente due i baluardi del rovescio a una mano (saranno tre da lunedì con Tsitsipas): Shapovalov e Musetti. Ogni epoca ha le sue peculiarità: adesso conta la potenza. E in questa direzione, c’è sempre meno spazio per il rovescio a una mano. Che è classe e raffinatezza, ma per molti non efficacia. Come per Zverev e Darderi, entrambi con l’impugnatura a due mani, che si contendono un posto nei quarti. Se l’azzurro dovesse perdere, si interromperebbe un’altra striscia: quella di undici major consecutivi (dagli Australian Open 2024) con almeno un italiano tra gli ultimi otto.

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