«Farò di tutto per rientrare il prima possibile»: un’ammissione che tra un «tutto va bene» e l’altro, il guaio al ginocchio di Sinner è qualcosa di ben più serio. E più concretamente il no a Pechino e, A questo punto, quasi sicuramente anche al Masters 1000 di Shanghai fa scattare l’allarme rosso. Anche perché, arrivato alla Fashion Week di Milano invece di salire su un aereo per la Cina, Jannik è stato beccato a confidarsi sottovoce con Anna Wintour: «Non pensavo di vederti qui», ha detto lei; «nemmeno io», la risposta.
La telenovela, dunque, aggiunge una nuova puntata, doverosa a questo punto. L’annuncio dell’ennesimo rinvio, che ormai ci si aspettava probabile, lo ha fatto lo stesso giocatore
in un comunicato, uno di quelli che abbiamo letto nelle ultime settimane che però è stato a un certo punto meno asettico del solito: «Sono dispiaciuto, il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni ideali, non sono ancora pronto per competere». Il seguente «farò di tutto per rientrare il prima possibile in campo» non è solo un passaggio formale.
Qualcosa non va: dopo la vittoria a Wimbledon Sinner è stato 50 giorni in un continuo saliscendi di ottimismo, e le uniche notizie sono arrivate un paio di giorni dal capitano di Coppa Davis Filippo Volandri (a questo punto il migliore dei suoi Pr): «Negli ultimi 10 giorni ha alzato il livello negli allenamenti. Vedremo». Jannik per ora resta uno dei malati di sport che il circuito sta producendo a getto continuo, ma certamente
soprattutto per noi è quello che preoccupa di più. A questo punto l’iter più normale sarebbe il rientro al Six Kings Slam di Riad (21 ottobre), l’esibizione milionaria che farebbe felice anche il suo manager e che servirebbe da test verso il finale di stagione, nel quale deve difendere molti punti e difendersi dall’assalto al trono di Sascha Zverev (vincendo i due tornei asiatici lo scavalcherebbe nel ranking). Ma certezze non ce ne sono più, e pur ridendo Jannik lo ha fatto capire anche alla Wintour: «Se non sarò pronto per gennaio sarà un bel problema». Già
