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Tennis

Il giallo social su Sinner smontato a Monte Carlo

Le condizioni sulla salute del suo ginocchio hanno scatenato la rete e spuntano anche nomi di patologie. Ma mentre corre l’allarme, Jannik s’allena giocando sul campo del Principato

Sinner sempre più nella storia. Solo in dieci sono riusciti a vincere (almeno) due Wimbledon di fila

C’è un «delitto», anzi no: c’è un ginocchio. E c’è un giallo vero, con tanto di salotto, maggiordomo e indizi sparsi come bricioline al Country Club. Il protagonista è Jannik Sinner, uomo silenzioso per natura e ora anche per convenienza, che da settimane recita la parte del convalescente con la grazia composta di chi non ha nessuna intenzione di rispondere a domande scomode. Le indiscrezioni, si sa, amano i corridoi delle cliniche più dei campi da tennis, e prosperano nel web come muffe. Tra una sfilata milanese, applausi e completi impeccabili e un controllo riservato in clinica, è spuntato un nome di una possibile patologia: sindrome della bandelletta ileotibiale, ITBS per gli amici, un’infiammazione che parte dall’anca e arriva al ginocchio, e richiede riposo, fisioterapia, infiltrazioni e, nell’ipotesi più cupa evocata a bassa voce, persino il bisturi. Ovviamente si tratta di una voce, un’illazione, soprattutto un gossip social-medico-sportivo, completo di ipotesi su eventuali tappe già depennate: niente Pechino, forse niente Shanghai, sussurrato con l’aria grave di chi maneggia un segreto di Stato.

Poi, immancabile, ecco però il colpo di scena che ribalta il salotto e rovescia la tazza di tè sul tappeto persiano: ieri, a Monte Carlo, il «sospettato» è stato avvistato non disteso su una lettiga, bensì sui campi assolati del Principato, intento a colpire più palle possibili con l’energia allegra di chi il problema al ginocchio non l’ha più o non così grave. Un testimone occasionale, tra un selfie e l’altro, ha dichiarato candidamente: «Sono tre giorni che si allena qui...». Miss Marple avrebbe posato l’uncinetto, annuendo sospesa. Restano ora un conto alla rovescia partito da Wimbledon, settantotto giorni dal trionfo dei Championships che salgono ogni ora, e un mistero tutt’altro che risolto su Shanghai, su Riad e su Vienna, appuntamenti sospesi come indizi su un tavolo verde.

Ma il romanzo, si sa, prosegue anche senza il protagonista assente: alla O2 Arena di Londra, Team Europe ha vinto lo stesso contro Team World, senza il «sospettato» n.1. Nel day-3, il doppio composto da Flavio Cobolli e Jakub Mensik ha piegato Alex de Minaur e Taylor Fritz 7-5 6-3, e Alexander Zverev ha regolato Learner Tien 7-6(3) 6-3, regalando al Vecchio Continente il trionfo sul 13-5.

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