Una nuova porta sbarrata. Lorenzo Musetti non ce l’ha fatta. Neanche questa volta. Contro Dane Sweeny, i giramenti di testa e il caldo umido di Flushing Meadows sono stati i veri avversari. Dopo un primo set incoraggiante vinto 6-3, il crollo nei restanti sullo score di 6-1 6-2 6-2. «Il mio 2026 è un’Odissea», ha detto il toscano, riconoscendo nel malessere qualcosa di già visto: «Simile a quello di Jannik (Sinner, ndc) a Parigi». L’ultimo episodio di una stagione da dimenticare dopo l’infortunio nei quarti di finale degli Australian Open contro Djokovic. La sconfitta di New York fa male anche per questo. Perché è stata un’occasione persa di dare un senso diverso. Ma gli Slam non aspettano nessuno. Mentre uno cade, un altro deve già pensare al turno successivo.
E allora ecco Flavio Cobolli, che reagisce alla maniera dei giocatori che stanno imparando a stare dentro i grandi tornei: perde il primo set controSchoolkate, poi ritrova ordine e aggressività e chiude 3-6, 6-3, 6-4, 7-5. Avanti anche Luciano Darderi, capace di superare Svrcina in quattro set e che ora troverà proprio Sweeny. Nel tabellone femminile fuori l’ultima azzurra, Jasmine Paolini, eliminata al terzo turno in due set (6-3, 6-3) da Sorana Cirstea.
E infine c’è Nick Kyrgios, altro personaggio che sembra appartenere a un romanzo diverso. L’australiano ha terminato dopo un solo mese la sospensione legata alla positività alla cocaina. Una squalifica ridotta di due mesi, dopo la sua partecipazione a un programma di trattamento approvato dall’ITIA. Breve, dunque, per un uomo che deve fare i conti coi propri errori.
