La Cia ha pubblicato 69 rapporti di intelligence destinati ai presidenti americani che ricostruiscono, a grandi linee, quanto l’agenzia aveva scoperto su Osama bin Laden e Al Qaeda prima degli attentati dell’11 settembre. I documenti, finora inediti e resi pubblici in occasione del 25esimo anniversario degli attacchi alle Torri Gemelle, non contengono rivelazioni clamorose, ma offrono nuovi dettagli su ciò che l’intelligence americana comunicava alla Casa Bianca nei mesi e negli anni precedenti agli attentati.
Secondo funzionari della Cia citati dal New York Times, si tratta della più ampia pubblicazione di documenti relativi all’11 settembre mai realizzata dall’agenzia. I rapporti erano stati inviati direttamente agli allora presidenti Bill Clinton e George W. Bush e ai principali responsabili politici americani.
L’avvertimento sull’aereo contro una città americana
Tra i documenti più significativi c’è un briefing del 10 settembre 1998, inviato a Clinton, nel quale un analista della Cia metteva in guardia sulla possibilità che Al Qaeda potesse far schiantare “un aereo carico di esplosivo contro una città americana”.
Un altro documento, risalente al luglio 1998, cinque settimane prima degli attentati contro le ambasciate americane in Kenya e Tanzania, segnalava invece l’intenzione del gruppo jihadista di colpire gli Stati Uniti. Il rapporto si basava tuttavia su quattro fonti definite dagli stessi analisti “discutibili”.
Nel corso degli anni successivi, i briefing destinati alla Casa Bianca continuarono a descrivere bin Laden e Al Qaeda come una minaccia crescente, seguendone le intenzioni operative e la capacità di organizzare attentati contro obiettivi americani.
L’ultimo rapporto prima dell’11 settembre
L’ultimo briefing incluso nella documentazione e precedente agli attentati risale al 28 agosto 2001, appena due settimane prima dell’11 settembre. Anche in quel caso la Cia ribadiva che Al Qaeda rappresentava una minaccia, ma nel documento non veniva indicata esplicitamente la possibilità di un imminente attacco sul territorio degli Stati Uniti.
Tra gli scenari citati figuravano rapimenti, utilizzo di razzi e mortai e attacchi rudimentali di natura chimica o biologica. La nota si concludeva osservando che “anche i corrieri inesperti e gli attentatori commettono errori che rivelano dettagli del complotto”.
La raccolta comprende anche un rapporto d’intelligence elaborato nelle prime ore del 12 settembre 2001, quando gli Stati Uniti stavano iniziando a ricostruire responsabilità e dinamica degli attentati.
La pubblicazione è particolarmente significativa anche per il livello di segretezza dei documenti. Le analisi di intelligence consegnate direttamente ai presidenti e ai vertici dell’amministrazione sono infatti tra i materiali più riservati della Cia. La prassi dell’agenzia prevede normalmente che vengano desecretati soltanto dopo circa 40 anni, sia per proteggere le fonti sia per evitare possibili tensioni con Paesi alleati.
