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Terrorismo

Il copilota Flydubai “indottrinato da Al Qaeda”: cosa emerge sull’attentatore del volo Dubai-Tel Aviv

Gli investigatori ritengono che abbia agito da solo dopo un processo di radicalizzazione. Sotto esame anche i suoi contatti con alcune figure religiose

Attentato dubai tel aviv

Il copilota del volo Flydubai accusato di aver tentato di far precipitare l’aereo sulla tratta Dubai-Tel Aviv sarebbe stato indottrinato dall’ideologia di Al Qaeda. Le indagini per ricostruire il profilo dell’uomo, ancora in corso, avrebbero portato alla luce questo primo aspetto inquietante. Gli inquirenti ritengono inoltre che l’attentatore abbia agito da solo nell’esecuzione dell’“attacco terroristico”. Non solo: nel corso del suo processo di radicalizzazione avrebbe anche incontrato non meglio precisate figure religiose.

Ideologizzato e radicalizzato: il profilo del copilota attentatore

Le forze di sicurezza israeliane stanno conducendo un’indagine approfondita, trattando l’episodio che ha coinvolto l’aereo di Flydubai, costretto ad atterrare a Tabuk, in Arabia Saudita, come se si fosse verificato a bordo di un velivolo caduto. L’emittente Channel 12 News ha riferito che le autorità stanno cercando di capire se nelle prossime ore possano emergere minacce simili nei confronti di altri vettori stranieri.

Quanto al copilota, autore del tentato attentato, gli investigatori ritengono che possa essere stato sottoposto a un processo di indottrinamento da parte di figure presumibilmente vicine ad Al Qaeda. La decisione di compiere l’attacco sarebbe stata presa autonomamente dall’uomo, ma gli inquirenti stanno verificando l’eventuale presenza di altre persone intenzionate a imitarne il gesto.

A bordo dell’aereo si trovavano quasi 180 passeggeri israeliani, mentre il pilota, Smit Machchhar, ha riportato ferite nella cabina di pilotaggio. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu lo ha elogiato, spiegando che “è riuscito a prevenire una catastrofe come quella dell’11 settembre”.

Indagini in corso

A proposito dell’11 settembre, il quasi disastro che ha coinvolto il volo Flydubai è avvenuto a ridosso dell’anniversario del crollo delle Torri Gemelle. Al momento l’identità del copilota non è stata resa pubblica, anche se fonti regionali hanno riferito che si tratterebbe di un cittadino omanita, entrato alle dipendenze di Flydubai, compagnia aerea di proprietà del governo degli Emirati Arabi Uniti, tra cinque e nove mesi fa.

In Israele sembrano però esserci pochi dubbi sulle sue intenzioni. “Il copilota è un terrorista che ha tentato di dirottare l’aereo o di farlo precipitare suicida. Lo scenario peggiore è che stesse cercando di entrare in Israele”, ha dichiarato Arik Arad, presidente della società di consulenza sulla sicurezza informatica aeronautica Cyviation ed ex responsabile della sicurezza di El Al all’aeroporto Ben Gurion.

L'Islamismo vuole annientare la nostra libertà. Attenti a chi vieta di parlare di terrorismo pic.twitter.com/nPDjNbLue0

— Tommaso Cerno (@Tommasocerno) October 1, 2026

Lo stesso Netanyahu ha affermato che il copilota era stato sottoposto a un “indottrinamento radicale islamista”, sostenendo che gli investigatori avrebbero trovato sui suoi profili social prove della volontà di “uccidere gli ebrei”. “Le probabilità che un pilota decida di suicidarsi e si trovi a pilotare un aereo pieno di israeliani sono piuttosto basse”, ha osservato Colin Clarke, esperto di terrorismo presso il Soufan Center di New York. Saranno le indagini a chiarire le numerose zone d’ombra ancora presenti nella vicenda.

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