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Terrorismo

Il jihadista “senza nome” minacciava l’Europa

Si tratta della ex guardia del corpo del defunto capo politico di Hamas Haniyeh

Police officers guard a road leading to RAF Fairford, after an incident in Fairford, England, Monday Sept. 28, 2026. (AP Photo/Alastair Grant) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Ha una quarantina d’anni. Vive in un anonimo sobborgo di una città inglese. Ha una famiglia, moglie e figli, e un lavoro. I vicini lo credono uno dei tanti immigrati accolti per buonismo dal Regno Unito. Per dieci anni riesce a passare inosservato. Resta nell’ombra. Nessuno sembra accorgersi di lui nonostante i continui viaggi in Qatar, Turchia ed Egitto. Poi, lo scorso novembre, gli agenti della National Crime Agency lo arrestano nel centro di Londra, e non con una accusa di poco conto: stava preparando, in concomitanza con l’anniversario del massacro del 7 ottobre, un attacco terroristico contro centri ebraici, diplomatici israeliani e manifestazioni filo-israeliane in Germania e Austria. E così viene fuori che questo quarantenne, che dall’Inghilterra ha ottenuto tutto (accoglienza, asilo e perfino la cittadinanza), non è affatto un immigrato qualunque. È la ex guardia del corpo del defunto capo politico di Hamas, Ismail Haniyeh, e da quando ha lasciato Gaza sembra proprio non aver mai smesso i panni dell’estremista islamico. A rivelare la sua identità è un pool di giornalisti del Sunday Times che però, per un cavillo giudiziario, nella loro inchiesta non hanno potuto svelare la sua identità.

Lo chiamano «Mister X». Un giudice del tribunale di Westminster gli ha concesso l’anonimato per cento anni perché «la sua identificazione avrebbe pregiudicato un procedimento penale distinto». Un nome, però, trapela da ambienti israeliani. Lo scorso novembre il Mossad fa, infatti, sapere che «le armi sequestrate nell’ambito dell’operazione per sventare l’attentato appartenevano a Muhammad Naim, membro di Hamas, il cui padre è Basem Naim, alto funzionario dell’organizzazione con sede a Gaza». E così il cerchio potrebbe iniziare a chiudersi.

Ora «Mister X» rischia l’estradizione in Germania. Durante le perquisizioni gli inquirenti hanno trovato anche un filmato in cui dichiara che il piano è stato elaborato per conto dell’ala militare di Hamas. Davanti alla telecamera appare a volto coperto e armato. E sullo sfondo c’è una bandiera di Hamas. Eppure, secondo le fonti del Times, ai tempi della pianificazione degli attentati non è considerato una priorità dai servizi inglesi. E così la polemica riesplode: nel mirino finisce nuovamente il sistema di accoglienza. Perché, come scrive il Times, «quando gli viene concesso lo status di rifugiato, è di dominio pubblico che ha lavorato per Haniyeh, che è il figlio di un altro alto funzionario di Hamas e che è già stato arrestato in Egitto per la gestione di un tunnel presumibilmente utilizzato per contrabbandare armi e oro verso Gaza»