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Terrorismo

Anche le Brigate Rosse tra le ricerche di Salim El Koudri. E sul web scriveva: “Ucciderò”

Emergono nuovi dettagli sull’attentato di Modena: El Koudri online cercava informazioni sul terrorismo rosso italiano

Attentato Modena el Koudri

Le ricerche online di Salim El Koudri nelle settimane, ma anche nelle ore immediatamente precedenti l’attentato sono inquietanti. Non solo ricercava informazioni sugli attentati islamici ma si informava anche sugli attentati delle Brigate Rosse. Il Giornale nelle ultime settimane ha indagato sul trascorso di El Koudri, che lo scorso maggio si è lanciato con la sua auto sulla folla nel centro di Modena causando un morto e numerosi feriti, alcuni gravissimi. Subito dopo è sceso dalla vettura e ha tentato la fuga armato di coltello. Una dinamica vista tante volte negli attentati terroristici, l’ultima a Berlino durante il Pride solo poche settimane fa, esattamente uguale, esattamente allo stesso modo: auto usata come ariete sulla folla e poi coltello.

La nostra inchiesta ha fatto emergere la lunga sequenza di ricerche effettuate da El Koudri, nato in Italia da genitori marocchini, che la sinistra ha subito incasellato come persona con problemi psichiatrici. Un modo come un altro per chiudere velocemente il caso, escludendo dal principio che potesse esserci una matrice terroristica, dietro. L’uomo cercava sui social gli attentati di Charlie Hebdo, di Manchester, gli addestramenti dei jihadisti e tutto quanto collegato al mondo del terrore islamico. E in più anche le Brigate Rosse: impossibile stabilire quale fosse, nella sua testa, il nesso tra queste frange del terrore, se non l’obiettivo di uccidere quanti più innocenti possibile. E, infatti, cercava anche “I will kill” e “I am attacking now”. Le indagini sono in corso, nei giorni scorsi i periti hanno reso noto che al momento dell’attacco El Koudri fosse capace di intendere e di volere.

“Credo sia più opportuno e rispettoso commentare da parte mia i passaggi della perizia depositata solo dopo l’udienza del 2 ottobre, in cui verrà effettuata l’audizione dell’eccellente collegio peritale che ha valutato El Koudri. Io, tramite il mio consulente di parte, dottor Alberto Caputo, presenterò a inizio settimana delle note scritte che sostengano la nostra linea difensiva, ovvero che l’indagato abbia agito in modo cosciente, programmato e determinato da finalità terroristica, in assenza di un disturbo psichiatrico”, ha dichiarato l’avvocato Deborah De Cicco, che assiste Giovanni Esposito, uno dei fratelli di Monica, vittima di El Koudri. “Non credo che si possa sostenere che sussistesse un disturbo di natura psichiatrica per El Koudri, ma piuttosto che il suo agito sia conseguenza di uno stato emotivo probabilmente di logorio, di frustrazione ma non rientrante nel disturbo psichiatrico e lo faremo valere nelle nostre controdeduzioni”, ha aggiunto il legale. “Ritengo che ogni dettaglio dei video e delle ricerche effettuate debba essere adeguatamente vagliato e valutato da chi studia queste dinamiche e il loro simbolismo. Non sono esperta particolarmente di mondo islamico, per cui questo è necessario affinché non mi sfugga nessun dettaglio determinante. Tutto perché venga contestata e poi riconosciuta l’aggravante di terrorismo e la premeditazione”, ha concluso.

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