L’antiterrorismo del Regno Unito indaga su potenziali legami con l’Iran di cinque uomini arrestati ieri nella contea inglese del Gloucestershire con l’accusa di pianificare un attacco esplosivo alla vicina base aerea della Raf di Fairford, usata anche dagli Usa nella guerra alla Repubblica Islamica. Dopo l’arresto, avvenuto nelle prime ore del mattino, una squadra di artificieri è stata inviata nel vicino paesino di Whelford dove sono state messe in atto ulteriori misure di sicurezza. Le strade sono rimaste bloccate per tutto il giorno e sul posto sono arrivati molti agenti di polizia armati. Per precauzione sono state evacuate 85 famiglie, mentre gli artificieri perquisivano tre veicoli sospetti.
Sono stati proprio questi veicoli ad indurre un residente a contattare la polizia spiegando che gli automezzi si stavano dirigendo verso la base della RAF, che è stata anche utilizzata dagli americani come base d’appoggio nel conflitto contro l’Iran. Gli agenti giunti sul posto dopo la telefonata hanno arrestato cinque soggetti e sequestrato del materiale sospetto ritrovato nei veicoli che verrà esaminato per capire quanto sia pericoloso e se, tecnicamente, fosse in grado di essere utilizzato per un attacco terroristico.
Secondo quanto spiegato dai media l’operazione non sarebbe scattata in seguito a indagini effettuate dai servizi segreti il che significa che gli inquirenti non erano stati messi al corrente di un potenziale incidente. Dettaglio che sembra però venir contraddetto dalle ultime dichiarazioni del presidente americano Trump secondo il quale i cinque arrestati «erano sotto indagine». «Volevano arrecare gravi danni e la collaborazione con i britannici ha funzionato - ha detto ieri il tycoon - potrebbe essere stata Scotland Yard, non lo so. Lavoriamo con molti di loro. Li tenevamo d’occhio da lungo tempo e li abbiamo presi. È stato fantastico, lavorare con la Gran Bretagna è stato fantastico».
Il fatto che i cinque uomini siano stati fermati nelle vicinanze della base militare aerea ha portato gli investigatori a chiedersi se l’attacco sia stato ordinato dall’Iran o da qualche altro Stato. Nel luglio scorso, il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica dell’Iran aveva messo in guardia il Regno Unito dichiarando che «ogni base aerea usata per attacchi sul territorio iraniano costituiva un obiettivo legittimo per le forze iraniane». Il Primo Ministro britannico Burnham ha ricevuto ogni aggiornamento sull’incidente a Liverpool, dove si trovava per il congresso annuale laburista e ha cancellato la sua partecipazione alla partita di calcio tra giornalisti e politici, organizzata nel pomeriggio per seguire da vicino l’evolversi della situazione.
Nei mesi scorsi ci sono state parecchie proteste contro la decisione del governo inglese di consentire agli Stati Uniti di utilizzare la base di Fairford per colpire i siti missilistici iraniani che stavano attaccando le navi nello stretto di Hormuz. Al tempo delle minacce della Guardia Rivoluzionaria Islamica un portavoce del governo aveva replicato: «Le nostre forze armate sono pronte a tenere al sicuro il Regno Unito da ogni tipo di attacco, sia in patria che all’estero. Siamo pronti a difenderci in qualsiasi momento».
