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Il miracolo tv di Carlo Acutis: 30 per cento di share con più di 4 milioni di spettatori

Ieri sera grandi ascolti su Canale 5 per il film dedicato alla vita del santo ragazzo

Presentazione del film e del documentario sulla vita di San Carlo Acutis Milano - Italia - Cronaca Mercoledì, 23 Luglio, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Presentation of the film and documentary on the life of San Carlo Acutis Milan - Italy - News Wednesday, 23 July, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

San Carlo Acutis ha fatto un altro miracolo. Si, certo, non esageriamo, non mischiamo il sacro con il profano della televisione. Comunque, ieri sera su Canale 5, il film “Il mio nome è Carlo” dedicato al santo Millenial ha conquistato ben 4.269.000 spettatori con uno share del 29.6%. Un risultato da partita di calcio, da programmi di Maria De Filippi come “C’è posta per te” o “Tu si que vales”. Ma nel film diretto da Giacomo Campiotti non si mostrano goal o sfide tra talenti, si racconta la storia di un ragazzo che fin da bambino cerca la fede, il dialogo con Gesù e cerca di mettere in pratica gli insegnamenti cristiani con il proprio vicino, il compagno di scuola, il barbone sotto casa, la mamma. Un messaggio che più lontano dal pensiero comune della nostra società non c’è. Un ragazzo, poi, del nostro secolo (morto a soli 15 anni nel 2006 per una leucemia fulminante), che usava il web (non c’erano ancora i social) per diffondere la parola di Dio. Insomma, una grande successo di Mediaset che con il film su Carlo Acutis ha intenzione, come ha spiegato di recente l’ad Pier Silvio Berlusconi, di iniziare una serie di programmi dedicati alla dimensione spirituale.

Carlo Acutis, di cui ricorrono i vent’anni dalla morte e un anno dalla canonizzazione, è interpretato da due bravissimi bambini, Nicolò Caruz Jaramillo e Edoardo Vitalone nell’età di 6 anni e 11 anni, e nell’età adolescenziale dall’altrettanto bravo Samuele Carrino che abbiamo già visto nel film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”. Nei panni della mamma di Carlo Antonia Salzano, che sta dedicando la sua vita alla diffusione in tutto il mondo dell’opera e del messaggio del figlio, è Lucia Mascino.

Co-prodotto da RTI e Movie Magic International, il film è girato nei luoghi milanesi dove Acutis è cresciuto e vissuto (parrocchia di Santa Maria Segreta in pieno centro, in zona Magenta dove è conservata anche una sua reliquia) e ripercorre il cammino umano e spirituale del giovane santo, tra esperienze quotidiane, relazioni, una straordinaria capacità di guardare agli altri con amore e i miracoli avvenuti dopo la morte che hanno portato alla sua canonizzazione.

Naturale la soddisfazione dei vertici di Cologno Monzese. «Sono davvero felice per il successo de “Il mio nome è Carlo” - ha detto l’ad Mediaset Pier Silvio Berlusconi - È un prodotto di cui siamo orgogliosi, fatto con sensibilità, talento e passione. Ed è proprio questa la strada che personalmente sento più giusta e che vogliamo continuare a percorrere. Oggi più che mai servono storie umane, profonde e valoriali. Storie che fanno bene. Complimenti a tutti i professionisti che hanno lavorato per creare questo bellissimo prodotto. E un grazie di cuore alla signora Antonia Salzano Acutis, la mamma di San Carlo». Aggiunge Giampaolo Letta, vicedirettore generale fiction e cinema di Mediaset: «Siamo davvero fieri del film TV Il mio nome è Carlo, andato in onda ieri sera, e felici per lo straordinario risultato. Voglio ringraziare tutti i professionisti che hanno lavorato alla sua realizzazione, ma il merito va soprattutto al nostro editore Pier Silvio Berlusconi, a cui va anche un sincero grazie. È stato lui a individuare e scegliere questa storia, è stato lui a decidere la casa di produzione. Da anni Pier Silvio ci chiede di seguire questa strada, fatta di racconti ad alto valore umano. Oggi più che mai siamo tutti convinti che sia la scelta giusta e ci impegneremo per continuare a percorrerla».