L’anteprima dell’attesa fiction Celestino V. L’eremita che diventò papa proprio nella città in cui Pietro da Morrone (1209 - 1296), interpretato da Michele Placido, salì al soglio pontificio è uno dei punti focali dell’edizione del Prix Italia di quest’anno che si tiene a L’Aquila dal prossimo lunedì al 2 ottobre. Famoso per aver poi rinunciato al pontificato Celestino è uno dei papi più complessi e studiati del Medioevo.
Televisione, editoria, scienza, comunicazione, nuove tecnologie si uniscono alla valorizzazione del territorio e della cultura locale. È la filosofia che da sempre ispira il più antico premio radiotelevisivo, nato nel 1948 a Capri per opera della Televisione di Stato, e che quest’anno arriva per la prima volta in Abruzzo. L’Aquila, capitale italiana della Cultura 2026, ospita il concorso con il meglio dei programmi televisivi, radio e multimediali provenienti da tutto il mondo (che si possono vedere su RaPlay) e incontri con esponenti del mondo dello spettacolo, dello sport e della scienza.
«Il Prix Italia è la vetrina dello sforzo enorme della Rai per adeguarsi a tutte le forme espressive per stare al passo con la tecnologia e con l’evoluzione dei linguaggi - ha spiegato l’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi - I servizi pubblici in Europa stanno combattendo una sfida molto difficile, perché i mercati nazionali sono invasi da player globali, e solo inseguendo la qualità invece della quantità si può contrastare la violenza di questi giganti».
«Ospitare il Prix Italia è un’opportunità preziosa per mostrare il nuovo volto dell’Abruzzo e del suo capoluogo». Lo ha speigato, invece, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio . E ancora: «Per troppo tempo dell’Abruzzo si è parlato soprattutto quando la terra tremava o per fatti di cronaca. Oggi raccontiamo una regione capace di ospitare grandi eventi e conquistare il pubblico».
