Se fino a qualche anno fa la vacanza perfetta prevedeva una tabella di marcia talmente serrata e ricolma di tour, visite guidate e tappe forzate in svariate location al punto da faticare a inserire una fugace sosta toilette tra uno spostamento e l’altro (con sveglia tassativa entro e non oltre le 6 di mattina, manco fossimo al campo d’addestramento dei Marines), ecco che il turismo 2.0 prevede tempi molto più dilatati, una buona dose di relax e, se si è fortunati, anche la possibilità di lasciare mappe e navigatori nello zaino per godere appieno del momento e della vacanza. Oggi infatti è questo il vero lusso, dove l’ultima esclusiva frontiera del benessere per i super-ricchi non è più (stra)fare, vedere o fotografare, ma dormire.
Nell’era dell’iper-connessione perenne, delle notifiche push che illuminano a giorno la camera da letto alle 2 del mattino (costringendoci all’ennesima maratona notturna di scorrimento compulsivo su TikTok) e dell’ansia da prestazione sociale, il sonno è diventato il bene rifugio più prezioso sul mercato. Non è un caso quindi che le celebrity di Hollywood abbiano improvvisamente smesso di fare a gara a chi fa più festa (pubblicando tutto ossessivamente su Instagram), preferendo mostrare sui social i propri rituali notturni di benessere che trasudano tranquillità, pace e calma, un po’ in stile Maestro Shifu di Kung Fu Panda alla disperata ricerca della sua pace interiore quotidiana. Ne sa qualcosa Jennifer Aniston, che tra uno scatto in accappatoio in una Spa da sogno e l’ennesima intervista dove svela i suoi segreti di bellezza, ha confessato in più di una occasione la sua ossessione per l’igiene del sonno, sdoganando definitivamente l’idea che un buon riposo valga più di un siero antirughe miracoloso allo sperma di salmone. E in effetti, guardando il suo volto rimasto pressoché identico dai tempi della prima stagione di Friends, c’è da crederle (botox a parte, s’intende).
Tutto questo, e non solo, è lo Sleep Tourism: ovvero vacanze extra-lusso progettate non per viaggiare zaino in spalla alla scoperta geografica del pianeta ma, al contrario, per staccare la spina dalla propria mente e dal caos quotidiano. Hotel a cinque stelle e resort esclusivi si sono così trasformati in avveniristiche cliniche del riposo, dove una notte di sonno perfetto può costare quanto un mese d’affitto in un attico in centro a Milano. E poco importa se il conto in banca piange vedendo scendere ai minimi storici il saldo contabile disponibile, quello che conta è dormire bene, magari avvolti in lenzuola di seta profumate alla lavanda e con in sottofondo la riproduzione in altissima fedeltà del rumore di un temporale caraibico campionato da un ingegnere del suono privato. Altro che i video White Noise di YouTube interrotti dalla pubblicità sparata talmente a cannone da impedire qualsiasi possibilità di rilassamento (presente e futura).
Suite e neuroscienze: i trattamenti
Se pensate che per dormire bastino un buon materasso, le tapparelle abbassate e (se si è fortunati) delle lenzuola espressamente fresche di bucato, siete decisamente fuori strada. Al luxury hotel Mandarin Oriental di Doha e al suo gemello situato a Hong Kong il riposo non è solo una cosa seria, ma una scienza esatta. In queste strutture infatti le camere vengono ottimizzate secondo i millenari principi del Feng Shui, con veri e propri menu di cuscini personalizzati (ebbene sì, divisi per densità, materiale e postura) e fragranze studiate ad hoc per indurre il rilassamento profondo delle sinapsi. Se invece si è alla ricerca di un approccio più social-spirituale al mondo del sonno, ecco che sul profilo Instagram di Followthenap la community italiana che ha fatto della cultura del pisolino un manifesto estetico da quasi 50mila follower si rincorrono ispirazioni per stanze da letto che sembrano non solo templi del silenzio, ma location che oscillano tra il minimalismo monacale-chic tanto caro a Kim Kardashian e un set fotografico di Architectural Digest.
Il trend si fa ancora più bio-tech spostandosi verso il Park Hyatt di New York, albergo cult a due passi da Central Park che ha introdotto delle Sleep Suites dotate di materassi intelligenti Bryte che si adattano in tempo reale al peso e alla temperatura corporea degli ospiti, mentre l’iconico Aman Venice affacciato sul Canal Grande a Venezia offre ritiri personalizzati con terapie del suono e riequilibrio energetico. So chic! Rimanendo sempre in Italia, il Preidlhof Luxury DolceVita Resort in Trentino-Alto Adige propone programmi guidati da medici ed esperti che monitorano i parametri notturni manco fossimo in terapia intensiva, alternando massaggi specifici e agopuntura. Un approccio decisamente pungente al tema del relax, dove per ritrovare la pace dei sensi tocca farsi infilzare da un numero non ben specificato di aghi appuntiti. Per chi ha la fortuna di trovarsi invece tra le spiagge selvagge e assolate delle Baleari, il lussuoso Six Senses Ibiza offre screen clinici del sonno combinati con yoga nidra (una particolare tecnica di meditazione profonda nota come lo yoga del sonno cosciente) e trattamenti crioterapici a temperature polari che promettono di resettare il ciclo circadiano tra un tramonto e l’altro. Perché oltre alle discoteche, alla musica techno sparata a un milione di decibel e ai postumi da sbornia da smaltire a bordo piscina alle sei del pomeriggio, a Ibiza c’è di più. Molto di più.
Il letto è un monumento
Per i veri puristi del sonno che non hanno alcuna intenzione di andarsi a coricare con addosso fili, cavetti e macchinari vari come se stessero per essere studiati dal dottor Brenner nel laboratorio di Stranger Things, esistono strutture nate interamente attorno all’oggetto sacro: ovvero il letto. È il caso della Hästens Sleep Spa a Coimbra, in Portogallo a dis; un boutique hotel di sole quindici stanze e firmato dal leggendario marchio svedese di letti (quelli realizzati interamente a mano con crine di cavallo, lana e lino, il cui prezzo può superare tranquillamente i 50.000 euro un costo che, ironicamente, il sonno rischierebbe di toglierlo a molti di noi). Qui gli ospiti sono letteralmente cullati dall’alta ingegneria del riposo, circondati da una libreria di cuscini e costantemente guidati da uno sleep coach che svela come ottenere la postura perfetta. In barba alla sciatalgia e ai dolori articolari tipici del lunedì mattina di noi comuni mortali.
Qualcosa di simile, seppur in chiave decisamente più intima e ultra-riservata, accade anche nel misterioso ed esclusivo Boutique Bihotel, nascosto tra le valli più verdi e riservate del Trentino, dove il soggiorno è cucito al millimetro attorno alle esigenze biologiche dell’ospite, lontano da sguardi indiscreti e dai rumori molesti del mondo moderno. Perché del resto, come diceva saggiamente il mitico Jep Gambardella ne La Grande Bellezza: «La più consistente scoperta che ho fatto è che non posso più perdere tempo a fare cose che non ho voglia di fare». E se la voglia è quella di non fare assolutamente nulla se non ronfare da re, chi siamo noi per giudicare? Buonanotte ai suonatori.
