Il bunga bunga era una bufala

La sentenza della Cassazione: Berlusconi assolto definitivamente. La vergogna della Boccassini che ha rovinato un uomo e un Paese

Il bunga bunga era una bufala

Il bunga bunga non è mai esistito. La Corte di Cassazione ha scritto la parola fine a una delle vicende giudiziarie più infami della storia della Repubblica. Migliaia di intercettazioni, milioni di soldi pubblici spesi, un premier, Silvio Berlusconi, ferito personalmente e politicamente, l'Italia trascinata nel ridicolo sul piano internazionale. Tutto per un reato che non è mai stato commesso, come avevano già sentenziato i giudici della Corte di Appello, che avevano ribaltato una condanna a sette anni inflitta in primo grado da una corte acciecata dall'odio e dal pregiudizio. Dovrebbe essere un giorno di festa per chi, come noi, non aveva mai dubitato del fatto che Silvio Berlusconi potesse avere abusato di una minorenne, sia pure anomala e discutibile come Ruby. E invece non lo è, perchè il danno provocato da questa farsa messa in scena dalla procura di Milano per mano di Ilda Boccassini, è stato talmente grave per la famiglia Berlusconi e per il centrodestra italiano, che una ritrovata giustizia suona più come un premio di consolazione che come una vittoria. Sarebbe un sollievo immaginare che gli autori di un simile errore giudiziario siano messi in condizione di non nuocere più. Non per vendetta, ma per la sicurezza di noi singoli cittadini e della comunità intera. In un paese appena normale, come la Spagna, è successo. Nel 2012, il giudice Garzon venne radiato dalla magistratura proprio per aver messo a soqquadro la classe politica iberica senza alcun motivo o prova. Ilda Boccassini deve vergognarsi, la magistratura tutta deve vergognarsi di avere al suo interno esponenti che calpestano il diritto per motivi politici e ambizioni personali e collettive. E chi ha l'onere del comando e del governo, il presidente Mattarella e il premier Renzi, devono prendere atto di questa anomalia che rende monca la nostra democrazia. Pretendiamo le scuse dello Stato, datore di lavoro di questi signori, pretendiamo una riforma della giustizia che vada oltre la farsa vista nei giorni scorsi sulla responsabilità civile dei magistrati. Cercare di togliere di mezzo il leader della maggioranza e accanirsi poi sullo stesso diventato di conseguenza leader dell'opposizione è da dittature sudamericane. E nessuna riforma potrà migliorare il paese se prima non verranno ripristinate minime condizioni di giustizia e libertà, degne di un paese moderno e civile. La riabilitazione di Berlusconi, senza la punizione della macchina del fango della procura di Milano, è una ennesima ingiustizia.