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Automotive

Leapmotor B10 REEV: costa poco, si ricarica alla spina ma non dimentica il distributore

Motore elettrico per la trazione, quattro cilindri benzina come generatore e circa 86 km di autonomia in elettrico. La B10 REEV è una proposta originale, ben costruita e dal prezzo difficile da battere. Il bagagliaio costringe a qualche sacrificio

Leapmotor

Fondata nel 2015 a Hangzhou, in Cina, Leapmotor ha chiuso il 2025 con quasi 600.000 vetture vendute e punta a crescere ulteriormente nel 2026. Il gruppo Stellantis ha acquisito il 21% delle azioni e ne distribuisce i veicoli fuori dalla Cina attraverso la propria rete di concessionarie. La B10 è il terzo modello del brand ad arrivare sul mercato italiano, dopo la citycar T03 e la più grande crossover C10, ed è quello pensato specificamente per il pubblico europeo - nelle dimensioni, nello stile e nell’equipaggiamento. La versione REEV che abbiamo provato introduce una tecnologia ibrida peculiare: il motore elettrico muove sempre le ruote, mentre un quattro cilindri 1.5 benzina lavora esclusivamente come generatore di corrente, senza collegamento meccanico con le ruote. Il risultato è un’auto che si guida come un’elettrica, ma che non obbliga a cercare una colonnina. La versione Design provata è proposta a listino a 31.900 euro, mentre la base è posta a 29.900 euro, già sufficientemente completa di accessori.

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Dimensioni e design

La Leapmotor B10 REEV misura 452 cm in lunghezza, 189 cm in larghezza e 166 cm in altezza, con un passo di 274 cm e un peso di circa 1.800 kg. Dimensioni da crossover media, nel territorio conteso da Volkswagen Tiguan, Hyundai Tucson e Jeep Compass - tutte auto che in versione ibrida plug-in costano sensibilmente di più. Il design è sobrio e moderno, senza concessioni all’esuberanza stilistica che caratterizza alcuni concorrenti cinesi. Il frontale è caratterizzato da fari molto sottili e allungati, con una firma luminosa che si ritrova anche nella coda, dove i fanali sono uniti da una fascia LED che attraversa il portellone. La fiancata è pulita, con maniglie a scomparsa che contribuiscono a migliorare l’aerodinamica. Non è un design che cerca di stupire, ma è un design che non invecchia in fretta - e per un marchio che deve ancora costruire la propria reputazione in Europa, questa è una scelta saggia. Il tetto panoramico in vetro di serie su tutta la gamma aggiunge luminosità e allarga visivamente l’abitacolo già dall’esterno.

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Interni e tecnologia

L’abitacolo della B10 REEV è spazioso, luminoso e costruito con un’attenzione ai materiali superiore a quanto il prezzo lascerebbe credere. I rivestimenti sono semplici ma ben assemblati, con plastiche rigide relegate alle zone meno in vista e una qualità percepita generale che regge bene il confronto con auto di categoria superiore. La versione Design aggiunge sedili anteriori in ecopelle morbida, riscaldabili e ventilati, vetri posteriori oscurati e portellone motorizzato.

La plancia è dominata dal grande display centrale da 14,6 pollici, attraverso cui si gestisce praticamente tutto: navigazione, climatizzazione, impostazioni del veicolo e modalità di guida. La grafica è moderna e la risposta ai comandi è pronta, ma l’assenza quasi totale di tasti fisici - ad eccezione degli alzavetri sui pannelli porta e dei comandi sul volante - richiede una certa abitudine e qualche distrazione di troppo in marcia. Il cruscotto digitale da 8,8 pollici è ben posizionato e segue il movimento del piantone dello sterzo, restando sempre nel campo visivo del guidatore. La dotazione tecnologica è generosa fin dalla versione base: guida semiautonoma, monitoraggio dell’angolo cieco, telecamere a 360°, navigatore, ricarica wireless e tetto panoramico sono tutti di serie. La Design aggiunge anche il portellone motorizzato e i sedili ventilati.

Lo spazio a bordo è uno dei punti di forza più evidenti: davanti si trova facilmente una posizione di guida comoda, mentre nella fila posteriore tre adulti viaggiano senza sacrifici, favoriti dal pavimento completamente piatto. Il bagagliaio è invece il compromesso più evidente della versione REEV: 330 litri con i sedili in uso - circa 100 in meno rispetto alla versione elettrica - penalizzati dagli ingombri del sistema ibrido sotto il piano di carico. Le forme sono regolari e il vano è ben sfruttabile, ma la capacità ridotta è un dato concreto che va messo in conto.

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Prova su strada

La tecnologia REEV - Range Extender Electric Vehicle - funziona in modo semplice e coerente: il motore elettrico da 218 CV muove le ruote posteriori in ogni condizione, mentre il quattro cilindri 1.5 benzina interviene solo per azionare il generatore e ricaricare la batteria o alimentare direttamente il motore. Non c’è mai collegamento meccanico tra il termico e le ruote - un dettaglio che semplifica la gestione della coppia e garantisce sempre una risposta lineare e progressiva all’acceleratore. Lo 0-100 km/h dichiarato è di 7,5 secondi, la velocità massima di 170 km/h.

Su strada la B10 REEV si guida con la stessa fluidità della versione elettrica. La spinta è pronta e consistente sin dai bassi regimi, il silenzio a bordo è elevato nella guida normale e il quattro cilindri entra in funzione in modo discreto - anche a 3.500 giri in piena accelerazione il rumore resta filtrato e non disturba più di tanto. I fruscii aerodinamici alle alte velocità sono invece più presenti, un limite che si avverte soprattutto in autostrada. Le sospensioni - schema MacPherson all’anteriore e multilink al posteriore - lavorano bene sulle irregolarità, garantendo una marcia morbida anche sui fondi più sconnessi. In curva il rollio è presente ma progressivo e mai fastidioso, con la trazione posteriore che si comporta in modo sempre rassicurante anche in caso di accelerazioni decise. La posizione del volante, piuttosto inclinata, richiede un adattamento iniziale - le braccia tendono a restare più distese e alte del normale rispetto a una posizione di guida classica; c’è una limitata escursione longitudinale. Lo sterzo non è tra i più precisi della categoria, ma non ci si aspetta nulla di differente per questa categoria di veicoli.

La batteria da 18,8 kWh, posizionata sotto all’abitacolo, garantisce circa 86 km di autonomia in modalità puramente elettrica - un valore che copre la grande maggioranza dei tragitti quotidiani per chi ricarica regolarmente a casa. La ricarica in corrente alternata accetta fino a 6,6 kW, con una ricarica completa in circa tre ore e mezza con una wallbox adeguata. In corrente continua si accettano fino a 46 kW, sufficienti per portare la batteria dal 30% all’80% in meno di mezz’ora. A batteria scarica, il consumo medio varia a seconda dei contesti: in città si avvicina a circa 18 km al litro, mentre in autostrada compensa, scendendo su valori prossimi ai 12,5 km al litro, per una media complessiva di 15 km al litro. Con il serbatoio di benzina da 50 litri, garantisce sempre oltre 650 km di autonomia totale senza mai fermarsi.

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Prezzi e considerazioni finali

La gamma B10 REEV si articola su due versioni: Life a 29.900 euro e Design a 31.400 euro - listino che lascia come unico extra la verniciatura metallizzata a 650 euro. Entrambe le versioni condividono lo stesso powertrain e si differenziano per la dotazione: la Life è già ben equipaggiata, la Design aggiunge sedili ventilati, ecopelle, portellone motorizzato e vetri scuri. In Italia la vendita e l’assistenza sono gestite dal gruppo Stellantis tramite la propria rete.

La Leapmotor B10 REEV è un’auto che propone una formula originale a un prezzo che nel segmento delle crossover ibride plug-in non ha rivali diretti. La tecnologia REEV elimina l’ansia da autonomia senza richiedere un cambio radicale di abitudini, la qualità costruttiva è superiore alle aspettative e la dotazione è generosa fin dalla versione base. I limiti sono il bagagliaio ridotto rispetto alla versione elettrica, la posizione del volante non ideale e l’assenza quasi totale di comandi fisici in plancia. Per chi si avvicina per la prima volta a un’auto elettrificata e cerca un compromesso tra tecnologia, praticità e prezzo accessibile, la B10 REEV è una proposta da considerare - e il marchio Stellantis alle spalle è una garanzia non trascurabile per chi ancora nutre qualche riserva verso i brand cinesi.

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