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Tangenti al cimitero di Bagheria. Le salme gettate nelle fosse

Le indagini, condotte dal mese di maggio 2017 al mese di aprile 2018 hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza. I militari hanno documentato l’esistenza, di un’associazione per delinquere, diretta da Pietro Mineo e operante all’interno del cimitero comunale, il cui funzionamento è stato condizionato e deviato per controllare l’andamento delle estumulazioni e tumulazioni senza alcun rispetto per i defunti. I militari hanno anche documentato ripetuti episodi di corruzione, commessi da imprenditori locali operanti nel settore delle onoranze funebri e privati cittadini, in favore dei dipendenti cimiteriali, finalizzati ad ottenere una rapida tumulazione delle salme, indipendentemente dall’ordine cronologico di ingresso al cimitero. L'obiettivo di chi gestiva il cimitero era quello di liberare loculi all’interno del cimitero da destinare a salme segnalate.

Nell'indagine sono finite indigate altre 34 persone, tra cui due funzionari del servizio cimiteriale del comune di Bagheria, nonché impresari funebri, privati cittadini, responsabili, a vario titolo, di "corruzione, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico".

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