Non si ferma la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Presa di mira dagli Stati Uniti l'isola strategica di Kharg, nel Golfo persico, cuore dell'industria petrolifera di Teheran. Distrutti obiettivi militari ma non le infrastrutture civili: da lì transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano.
L'obiettivo è fare pressione sul regime affinché non blocchi, come minacciato, il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Intanto il fronte si allarga. Un missile ha colpito l'ambasciata statunitense a Baghdad.Parigi, nessun piano di pace francese per la pace in Libano
La diplomazia francese ha dichiarato che non esiste "alcun piano francese" per tentare di porre fine alla guerra in Libano tra Israele e il movimento filo-iraniano Hezbollah. "La Francia ha sostenuto l'apertura delle autorità libanesi a colloqui diretti con Israele e si è offerta di facilitarli. Sarà compito delle parti, e solo delle parti, definire l'agenda di questi colloqui", ha affermato il Ministero degli Esteri in una dichiarazione inviata all'Afp. Il sito Axios aveva precedentemente affermato che Parigi aveva elaborato una proposta di pace che includeva il riconoscimento dello Stato di Israele da parte del Libano.
Trump: "Chi riceve petrolio deve farsi carico dello Stretto di Hormuz"
Gli Stati Uniti "hanno sconfitto e completamente decimato l'Iran, sia militarmente sia economicamente e sotto ogni altro aspetto: tuttavia, i Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono farsi carico della tutela di tale passaggio, e noi forniremo il nostro aiuto - IN MISURA MASSICCIA!". Lo scrive il presidente americano Donald Trump in un post su Truth, rilanciando l'appello alla comunità internazionale sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz, nel mirino dei pasdaran.
Media: "Parigi propone riconoscimento di Israele da parte del Libano"
Il governo francese ha elaborato una proposta per porre fine alla guerra in Libano, che includerebbe un passo senza precedenti: il riconoscimento di Israele da parte del Libano. Lo hanno riferito tre fonti a conoscenza dei dettagli alla tv israeliana Channel 12. Secondo la proposta di Parigi, Israele e Libano avvieranno negoziati, con il sostegno degli Stati Uniti e della Francia, per una "dichiarazione politica" che dovrebbe essere concordata entro un mese e che sottolineerà che il governo libanese si impegna a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale di Israele.
Teheran: "Stretto di Hormuz non è bloccato, è sotto controllo"
Lo stretto di Hormuz "non è ancora stato bloccato militarmente", ma è semplicemente sotto il "controllo" di Teheran. Lo afferma su X Alireza Tangsiri, comandante della marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. "Gli americani affermarono falsamente di aver distrutto la marina iraniana. Poi affermarono falsamente di scortare delle petroliere. Ora stanno chiedendo aiuto agli altri. Naturalmente, desideriamo ricordarvi che lo Stretto di Hormuz non è ancora stato bloccato militarmente, ma è semplicemente oggetto di controllo", scrive Tangsiri.
Media, Trump respinge tentativi di negoziati sulla guerra all'Iran
L'amministrazione Usa del presidente Donald Trump ha respinto i tentativi degli alleati mediorientali di avviare i negoziati diplomatici per porre fine alla guerra con l'Iran, iniziata due settimane fa con il massiccio attacco aereo congiunto con Israele. E' quanto riporta Reuters sul suo sito, citando tre fonti vicine al dossier. L'Iran, dal canto suo, ha escluso la possibilità di qualsiasi cessate il fuoco finché non finiranno gli attacchi statunitensi e israeliani, in base ad altre due fonti di Teheran di alto livello, aggiungendo che diversi Paesi stanno tentando di mediare la fine del conflitto. La mancanza di interesse da parte di Washington e Teheran suggerisce che le parti si stiano preparando a uno scontro prolungato, proprio mentre l'escalation provoca vittime civili e la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, facendo impennare il prezzo del petrolio.
Attivista pro Pal a Torino: 'Iran si difende, missili esistono per essere usatì
"L'Iran si sta difendendo contro un'aggressione criminale portata avanti da due potenze criminali. I missili esistono per essere usati: se uno Stato viene attaccato al di fuori di ogni legittimità internazionale ha il diritto a difendersi, come è sempre successo nel corso della storia. Credo sia palese ed elementare, il problema è il nostro governo che non ha la schiena dritta per dirlo". Lo ha detto Brahim Baya, attivista noto per la sua attività sui social, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine del corteo regionale per la Palestina e contro la guerra in Iran che si è svolto oggi pomeriggio a Torino. Secondo Baya quella dell'Iran è "una difesa legittima". "Che cosa dovrebbe fare il nostro esercito se venissero uccisi il capo di Stato e il presidente del Consiglio? - ha aggiunto - Da due anni e mezzo siamo in piazza contro il genocidio a Gaza, da 15 giorni è in atto un altro incendio ancora più grande in una parte importante del nostro mondo. A portarlo avanti sono due capitali, Tel Aviv e Washington, contro un Paese sovrano e senza qualsiasi legittimità internazionale". "È la stessa guerra coloniale che il sionismo porta a Gaza e in Palestina, ora è stata allargata all'Iran per proseguire nei suoi sogni messianici che Israele fa pagare al mondo intero - ha continuato - Tiene sotto ricatto l'amministrazione americana e paghiamo questa situazione anche noi con la crisi economica e con l'inflazione. Noi paghiamo mentre il governo e Meloni dicono di non avere elementi sufficienti per condannare questa grave violazione del diritto internazionale". "Trova invece tempo ed elementi per la famiglia del bosco, Rogoredo e qualsiasi altra cosa, ma non ha la schiena dritta perché il nostro è un governo vassallo degli Stati Uniti e del sionismo. Noi siamo qua nonostante ci abbiano detto le peggiori cose, ma non ci zittiranno", ha concluso Baya
Idf, uccisi in raid due alti ufficiali intelligence Teheran
Due alti ufficiali dell'intelligence iraniana sono stati uccisi venerdì in un raid aereo israeliano a Teheran. Lo annuncia l'Idf, spiegando che l'attacco ha preso di mira una struttura della direzione dell'intelligence del quartier generale centrale di Khatam-al Anbiya, noto anche come comando militare di emergenza iraniano. Secondo quanto riferito dai militari, nel raid sono morti Abdollah Jalali-Nasab e Amir Shariat, due alti ufficiali della direzione dell'intelligence di Khatam-al Anbiya.
Droni colpiscono base aerea Kuwait, tre soldati feriti
Tre membri dell'esercito kuwaitiano hanno riportato ferite lievi quando due droni hanno danneggiato la base aerea Ahmed Al-Jaber. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero della Difesa in un comunicato. Il sistema di difesa aerea del Kuwait ha intercettato altri tre droni, e due di questi sono precipitati al di fuori di quella che il ministero ha definito "zona di minaccia" e non rappresentavano alcun pericolo.
Media, ambasciata Usa a Baghdad colpita da due droni
L'ambasciata statunitense a Baghdad, in Iraq, è stata colpita oggi da due droni. Lo riferisce alla Cnn un funzionario della sicurezza, sebbene l'entità dei danni e l'eventuale presenza di feriti siano ancora sconosciute. Un video geolocalizzato dalla Cnn mostra fumo e piccole fiamme che si levano da un edificio nelle vicinanze del complesso dell'ambasciata.
Idf, colpiti oltre 200 obiettivi nelle ultime 24 ore
L'aeronautica israeliana ha colpito oltre 200 obiettivi nell'Iran occidentale e centrale nelle ultime 24 ore. Lo riferisce l'Idf, spiegando che tra gli obiettivi figuravano decine di lanciamissili balistici, alcuni dei quali armati e pronti ad attaccare Israele. Inoltre, secondo quanto riferito dai militari, l'aeronautica ha colpito sistemi di difesa aerea, siti di lancio missilistico e siti utilizzati per lo stoccaggio di armi. L'Idf afferma di aver concentrato molti dei loro attacchi sui lanciatori di missili iraniani, "per ridurre il più possibile la portata del fuoco verso il territorio israeliano".
Missili su Eilat, tre feriti
missili su Eilat, tre feriti
Trump: "Spero molti Paesi mandino navi da guerra per Stretto Hormuz aperto"
"Molti Paesi, specialmente quelli colpiti dal tentativo dell'Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz, invieranno navi da guerra, in collaborazione con gli Stati Uniti d'America, per mantenere lo Stretto aperto e sicuro". Lo assicura in un post su Truth Social Donald Trump, salvo poi dire di "sperare" che lo facciano. "Abbiamo già distrutto il 100% della capacità militare dell'Iran, ma è facile per loro inviare uno o due droni, sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio da qualche parte lungo, o all'interno, di questa via d'acqua, non importa quanto siano stati duramente sconfitti", ammette il presidente americano. Dunque, "speriamo che Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri - elenca Trump - che sono colpiti da questo limite artificiale, inviino navi nella zona in modo che lo Stretto di Hormuz non sia più una minaccia da parte di una nazione che è stata totalmente decapitata". "Nel frattempo - avverte infine il presidente - gli Stati Uniti bombarderanno senza pietà la costa e affonderanno continuamente imbarcazioni e navi iraniane. In un modo o nell'altro, renderemo presto lo Stretto di Hormuz APERTO, SICURO e LIBERO".
Teheran: 'L'Ucraina è un obiettivo legittimo e legale"
Kiev sta aiutando Israele e gli Stati Uniti a respingere gli attacchi dei droni e questo "rende l'intero territorio dell'Ucraina, sulla base dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, un obiettivo legittimo e legale per l'Iran". Lo ha dichiarato il capo della commissione Sicurezza nazionale del Parlamento di Teheran, Ebrahim Aziz, citato dai media locali.
Lancio missili, esplosioni a Gerusalemme e in centro Israele
Esplosioni a Gerusalemme e nella parte centrale di Israele dopo il lancio di missili balistici dall'Iran. Lo riferiscono i media locali.
Reza Pahlavi, pronto a guidare transizione dopo caduta regime
In un messaggio pubblicato sui suoi canali social, Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià dell'Iran ha affermato di essere pronto a guidare una transizione "non appena la Repubblica islamica cadrà" con l'obiettivo di "ristabilire nel più breve tempo possibile l'ordine, la sicurezza, la libertà e le condizioni per la prosperità e la fioritura dell'Iran". "Sono state individuate e valutate persone competenti, sia all'interno che all'esterno del Paese, per guidare diverse sezioni del Sistema di transizione", ha aggiunto ancora.
Beirut, raid Idf nell'est del Libano provoca 7 morti e 18 feriti
Un raid di Israele contro una palazzina abitata da una famiglia siriana a Tamnin al-Tahta, nella valle della Bekaa, nell'est del Libano ha provocato la morte di sette persone e il ferimento di altre 18, denuncia il ministero della salute a Beirut al decimo giorno dall'inizio della nuova guerra dell'Idf contro i rifugi di Hezbollah nel Paese dei cedri.
Centcom, colpiti 90 obiettivi a Kharg ma non infrastrutture petrolifere
Il Comando centrale della forze armate statunitensi (Centcom) ha affermato che Ieri sera, le forze statunitensi hanno condotto "un attacco di precisione su vasta scala" sull'isola di Kharg, in Iran. "L'attacco - viene spiegato in un post su X - ha distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e numerosi altri siti militari". "Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola di Kharg, preservando al contempo le infrastrutture petrolifere", viene spiegato ancora.
Media: "Arrestati in Iran 54 sostenitori di Pahlavi, 11 neutralizzati"
La polizia iraniana ha arrestato 54 sostenitori di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià che dall'esilio si è offerto di guidare la transizione nel Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale Fars, citata da Times of Israel, aggiungendo che "stavano presumibilmente pianificando rivolte nel Paese". Altri 11 individui appartenenti a quella che viene definita la "fazione monarchica" sarebbero stati "neutralizzati" durante le operazioni, mentre altre due persone sono state fermate con l'accusa di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato "siti importanti".
Media, interrotte operazioni carico greggio in porto emiratino Fujairah
Le operazioni di carico di petrolio nel porto emiratino di Fujairah sarebbero stato sospese questa mattina in seguito a un attacco con droni che avrebbe provocato un incendio. Lo scrive Bloomberg citando fonti informate. Il porto di Fujairah si trova al di fuori dello Stretto di Hormuz.
Teheran ribadisce, Hormuz resta chiuso, via gli americani dal Golfo
Mohsen Rezaei, membro del Consiglio iraniano per la sicurezza degli interessi del regime, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz "non verrà aperto" e "nessuna nave americana ha il diritto di entrare nel Golfo. La sicurezza sarà garantita solo con il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo". Lo riportano i media di Teheran. "La guerra finirà quando riceveremo tutti i nostri risarcimenti dagli Stati Uniti e quando avremo la piena garanzia per il nostro futuro, cosa che non potrà realizzarsi senza il ritiro degli Stati Uniti dal Golfo", ha aggiunto.
Emirati arrestano 10 stranieri per aver diffuso video raid sui social
Gli Emirati Arabi Uniti hanno arrestato 10 cittadini stranieri che avrebbero pubblicato sui social media filmati di attacchi missilistici e con droni contro il Paese.Il procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, Hamad Al Shamsi, ha ordinato la loro detenzione con l'accusa di diffondere disinformazione, tra cui video generati dall'intelligenza artificiale di presunti attacchi contro monumenti degli Emirati Arabi Uniti.In una dichiarazione, ha affermato che le loro azioni sono punibili con la reclusione di almeno un anno e una multa di almeno 100mila dirham (circa 27mila dollari).
Wsj, Trump consapevole rischi per Hormuz ma convinto di resa Teheran
Il presidente americano Donald Trump era "consapevole" del rischio che l'Iran bloccasse lo Stretto di Hormuz ma nonostante questo avvertimento da parte dei vertici militari, a partire dal generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto degli Usa, ha deciso di intraprendere comunque l'azione di guerra contro l'Iran. E' la ricostruzione effettuata dal Wall Street Journal. Secondo il quotidiano infatti il tycoon era convinto che Teheran si sarebbe arresa "prima" di effettuare una mossa di questo tipo.
Media, Egitto, Oman e Turchia stanno mediando per fine guerra
Turchia, Oman ed Egitto stanno guidando un'iniziativa diplomatica per porre fine alla guerra con l'Iran. Lo ha riferito una fonte regionale ad Haaretz. Secondo la fonte, sono in corso sforzi di mediazione con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e, "in una certa misura", con Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. La fonte ha aggiunto che i rappresentanti dei paesi mediatori sono anche in contatto con funzionari statunitensi, ma ha affermato di non sapere se qualcuno dei mediatori sia in contatto con Israele. Secondo quanto riportato gli stati del Golfo sarebbero "uniti" nella loro posizione sulla guerra e sono convinti che "non serva i loro interessi".
Esercito israeliano ordina evacuazione area industriale a ovest di Tabriz
L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione di un'area industriale a ovest di Tabriz, città nel nord-ovest dell'Iran. Tramite un post sul suo account X in lingua farsi, l'esercito ha dichiarato che tutte le persone presenti nell'area avrebbero evacuarla urgentemente per garantire la propria "sicurezza e incolumità". Lo riporta al-Jazeera. "La vostra presenza in quest'area mette a rischio la vostra vita", si legge nel messaggio. L'esercito ha allegato al post sui social media una mappa che indica l'area bersaglio dell'attacco.
Media, Israele pianifica una grossa operazione terrestre in Libano
Israele starebbe pianificando di espandere significativamente le proprie operazioni di terra in Libano, con l'obiettivo di conquistare l'intera area a sud del fiume Litani e smantellare le infrastrutture militari di Hezbollah. Lo scrive Axios citando funzionari israeliani e statunitensi. Si tratterebbe della più grande invasione israeliana all'interno del territorio libanese dal 2006- Una mossa che trascinerebbe il Paese dei Cedri nell'epicentro della guerra in contro l'Iran.
Raid aerei israeliani nel sud del Libano, almeno 4 morti
Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano su Taamir Haret Saida, nel sud del Libano. Lo riporta la National News Agency libanese, ripresa da al-Jazeera.
Teheran smentisce danni a infrastrutture petrolifere Isola di Kharg
L'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale Fars ha reso noto che gli attacchi statunitensi non hanno causato danni alle infrastrutture petrolifere sull'isola di Kharg. Fonti sul posto citate dalla Fars riferiscono di almeno 15 esplosioni che hanno fatto seguito agli attacchi, i quali hanno preso di mira una postazione di difesa aerea, una base navale, la torre di controllo dell'aeroporto e l'hangar per elicotteri di una compagnia petrolifera offshore.
Hamas a Teheran, fermare attacchi a Paesi vicini
Hamas, pur affermando il diritto dell'Iran di rispondere all'attacco di Israele e Stati Uniti "con tutti i mezzi disponibili, in conformità con le norme e le leggi internazionali", ha invitato "i nostri fratelli in Iran a non prendere di mira i paesi vicini" e invitato "tutti i paesi della regione a cooperare per fermare questa aggressione e preservare i legami di fratellanza tra di loro". Lo riporta al-Jazeera.
Missile colpisce l'ambasciata Usa di Baghdad
Un missile ha colpito un eliporto all'interno del complesso dell'ambasciata statunitense a Baghdad, secondo quanto riferito da due funzionari della sicurezza irachena. Diverse immagini mostrano una colonna di fumo levarsi questa mattina sopra il complesso dell'ambasciata, una delle più grandi strutture diplomatiche statunitensi al mondo, ripetutamente preso di mira da razzi e droni lanciati da milizie filo-iraniane.
Trump: "Iran completamente distrutto"
"L'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo - ma non un accordo che io accetterò". Lo annuncia il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth aggiungendo che "i media delle fake news odiano riportare i successi che l'esercito statunitense ha ottenuto contro l'Iran".
Gli Usa attaccano l'isola di Kharg
Gli Usa hanno attaccato l'isola iraniana di Kharg, distruggendo i suoi obiettivi militari ma non quelli civili, come ha chiarito sul social Truth il presidente Trump. Una mossa mirata a fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Nel suo post, Trump ha definito l'attacco una delle "più potenti incursioni aeree nella storia del Medio Oriente", precisando che sull'isola, simile a una striscia di terra lunga circa 8 chilometri che ospita il più importante impianto petrolifero dell'Iran, sono stati colpiti esclusivamente obiettivi militari. "Ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere dell'isola", ha scritto ancora Trump. "Tuttavia, qualora l'Iran - o chiunque altro - dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione".
Iran: "Ridurremo in cenere le infrastrutture petrolifere legate agli Usa"
L'esercito iraniano ha promesso di "ridurre in cenere" le infrastrutture petrolifere ed energetiche legate agli Stati Uniti in Medio Oriente, in risposta alla minaccia di Donald Trump di attaccare l'isola di Kharg. "Tutte le installazioni petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti alle compagnie della regione che sono in parte di proprietà degli Usa o che collaborano con gli Usa - ha detto ai media di Teheran il portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, affiliato alle Guardie della rivoluzione - saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere".