Julen, cronaca di una morte annunciata: i 13 giorni più lunghi della storia spagnola

È durata due settimane la speranza di ritrovare vivo Julen, il bimbo di 2 anni trovato morto in fondo a un pozzo profondo 107 metri. 13 giorni in cui la Spagna tutta si è fermata in attesa di ricevere una buona notizia che non è arrivata

La fine più (il)logica di una tragedia annunciata. Il ritrovamento del cadavere del piccolo Julen, il bimbo di 2 anni precipitato il 13 gennaio in un pozzo profondo 110 metri nelle campagne di Totalan, vicino a Malaga, mette la parola fine a una storia terribile che, per quasi due settimane, ha tenuto con il fiato sospeso tutta la Spagna. E non solo. Perché tutto il mondo ha seguito la vicenda con un misto di apprensione e tristezza, consapevole che soltanto un miracolo avrebbe potuto salvare la vita al piccolo Julen Rossellò.

Che l'operazione di salvataggio del bimbo fosse improba lo si era capito fin dall'inizio. La profondità del pozzo non induceva all'ottimismo. Per non parlare della larghezza del cunicolo, che ha impedito di calare giù per il tunnel qualche soccorritore. Ancora prima di dare l'allarme, il papà di Julen aveva cominciato a scavare a mani nude. Dal pozzo si sentiva piangere, lacrime soffocate dalla distanza incolmabile che separava padre e figlio. Lacrime cessate nel giro di qualche ora, quando forse Julen aveva già perso conoscenza. E forse aveva già smesso di respirare, nonostante le autorità rassicurassero tutti sulla ventilazione dentro al pozzo.

Ecco, le autorità. Non si può dire che l'operazione di salvataggio sia stata scevra di errori, o quantomeno di ritardi che si potevano evitare. I lavori, come ben spiegato da Roberto Pellegrino, sono stati interrotti più volte. Colpa una volta del terreno reso pesante dalla pioggia, la volta dopo dagli spessi strati di roccia che hanno fermate le trivelle. Passare per il pozzo era impossibile, specie per la frana di terra e pietre che si era bloccata a circa 70 metri di profondità. Di qui l'idea, l'unica possibile, di scavare un tunnel parallelo al pozzo in cui inserire una struttura che avrebbe consentito ai soccorritori di realizzare un tunnel perpendicolare per raggiungere il piccolo. Eppure - è successo due volte - questa struttura non aveva le stesse dimensioni dello scavo e non entrava.

Intanto tutta Totalan si era radunata attorno al pozzo con cartelli, striscioni, parole di incoraggiamento per i soccorritori impegnati 24h/24. A qualche metro da loro la famiglia del bimbo, rassegnata ma speranzosa di un miracolo che, alla fine, non è avvenuto. Un altro lutto per i genitori del piccolo, che nel 2017 avevano perso un altro bambino accasciatosi sulla sabbia durante una passeggiata in spiaggia. Aveva 3 anni, uno in più di Julen. Come Alfredino Rampi, un altro piccolo angelo morto in un maledetto pozzo ormai in disuso.

Commenti

maricap

Sab, 26/01/2019 - 11:41

Portare in giudizio chi qul pozzo ha scavato, e poi l'ha abbandonato privo di sicurezza. Una severa condanna (Ben pubblicizzata) farà si che altri deficienti, si premuniscano di non lasciare in giro pericoli.