Parma, mamma e figlia uccise: "Solomon faceva uso di droghe"

Solomon Nyantakyi, 21enne che ha confessato di aver ucciso la mamma e la sorella a Parma, ha fatto in passato uso di droghe

Nella conferenza stampa degli inquirenti sul duplice omicidio di Parma si hanno nuovi dettagli sul ragazzo che ha confessato, il figlio della vittima Solomon Nyantakyi.

"Risulta da accertamenti precedenti che Solomon Nyantakyi sia stato un consumatore di droghe in passato, forse droghe leggere. Quale fosse la situazione ieri non lo possiamo sapere, ma la casa era a soqquadro"

"Non si possono colpire due familiari in questo modo se non spinti da qualcosa di irrefrenabile", ha aggiunto il procuratore capo di Parma Antonio Salvatore Rustico.

"Non c'è nessuna traccia estranea che possa far pensare che qualcun altro possa aver partecipato al delitto. Nulla riteneva di far sospettare di membri della famiglia, non si era a conoscenza di liti particolari - ha spiegato il procuratore, ricostruendo i fatti - la particolarità era un figlio mancante, con il telefonino spento. Su di lui si sono convogliati i sospetti".

Il ragazzo è un'ex promessa del calcio. Cresciuto nelle giovanili del Parma è stato allenato da Cristiano Lucarelli e portato in prima squadra da Roberto Donadoni. I due allenatori sono sconvolti da ciò che è accaduto. Lucarelli ha confessato che il giovane soffriva di depressione.

"Solomon era un ragazzo pacifico e molto taciturno, non avrebbe mai fatto male a una mosca. Ma ha sofferto di depressione. In un anno, lo sentii parlare due volte. Sapevo dei suoi problemi, e l'ho chiamato in Lega Pro al Cuiopelli un anno fa. Ma dopo quindici giorni di ritiro è voluto andare via, gli mancava la famiglia", ha detto Lucarelli.

Dopo il ritrovamento dei corpi delle vittime fatto dal figlio maggiore nella loro casa di Parma, il telefono di Solomon era irraggiungibile. È stato ritrovato poche ore più tardi alla stazione Centrale di Milano dalla Polfer.

A tradirlo, sarebbero stati i filmati delle telecamere della stazione di Parma: probabilmente era partito in treno, diretto chissà dove, ma la sua fuga è terminata poco dopo. Il giovane ha reso dichiarazioni ma restano alcune circostanze da chiarire, tra cui quella relativa al movente.

In casa la scena del delitto è apparsa agli occhi degli inquirenti particolarmente efferata: macchie di sangue ovunque, già nel corridoio, nell'ingresso e sui muri.

Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Mer, 12/07/2017 - 23:16

Droga, leggera o pesante che differenza fa?, depressione, nostalgia ... forse gli mancava lo ius soli (sòla per i cittadini italiani di sette generazioni).

Ritratto di wilegio

wilegio

Gio, 13/07/2017 - 00:36

Faceva uso di droghe? Ah beh, allora... Proporrei la completa assoluzione dal momento che, porellino, lui non era responsabile dei propri atti. Anzi, diamogli un bel vitalizio!

pasquinomaicontento

Gio, 13/07/2017 - 10:25

E' cominciata la catena de santantonio der "poro fio", che era così bono,che giocava pure a pallone, come se quell'attività fosse un segno de bontà...e poi come gancio salvifico :-consumamava droghe,come fosse un attenuante,e non un'aggravante...gente che non ha mai lavorato, che è vissuta sempre d'espedienti e il calcio è uno di quelli...sentendosi rifiutato perchè non tutti sono tenori,c'è pure chi stecca, se buttato sulle droghe, ma li ce vonno li sordi(che nun sò' quelli che c'hanno le orecchie attappate)e forse la pora madre non glie li voleva o poteva dare, altro che così si può spiegare questo atto insano,forse il più turpe che esista al mondo :-uccidere chi ti ha dato la vita.