Vivisezione, la Brambilla:"Attendo ancora rispostesui macachi di Correzzana"

<p>Michela Vittoria Brambilla: "Gli altri 796 macachi non arriveranno più". Animalisti in presidio il 21 a Roma per l'esame al Senato della norma che ferma i traffici di morte</p>

“Mentre la Harlan conferma che non arriveranno più altri macachi, attendiamo una risposta ufficiale alle due richieste che ho presentato al presidente americano: documentare con riprese televisive le condizioni di detenzione degli animali nello stabilimento di Correzzana e soprattutto poter acquistare le 104 scimmie che ora si trovano in quarantena”. A nome del fronte delle associazioni animaliste, l’ex ministro del Turismo, onorevole Michela Vittoria Brambilla, ha scritto nuovamente al numero uno del settore RSM (Research services and models) della multinazionale Harlan, David Broker, che, nei giorni scorsi, era venuto da Indianapolis per incontrarla.

“Certamente – continua l’on. Brambilla -il fatto che il presidente Broker mi abbia garantito che non arriveranno più altri macachi rappresenta un primo importante risultato. Ma abbiamo intenzione di salvare anche le meravigliose creature che oggi sono in quarantena nel capannone di Correzzana. E di mostrare a tutta l’Italia le condizioni di detenzione dei macachi, come le ho viste personalmente entrando nello stabilimento. Erano liberi nelle foreste delle sud est Asiatico e ora sono in gabbia a Monza”.

“Purtroppo – aggiunge Michela Vittoria Brambilla - si tratta di veri e propri traffici di morte. E le sofferenze cominciano al momento della cattura, come dimostra la video-inchiesta dalla BUAV, la più importante associazione antivivisezionista della Gran Bretagna, consultabile all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=5cfgCQvpQWI e diffusa oggi dalla Lav”. Gravi sofferenze precedono le dolorosissime sperimentazioni cui sono sottoposti i primati destinati ai laboratori di ricerca. La video-investigazione mostra centinaia di esemplari, in particolare macachi, detenuti nelle gabbie di una struttura di smistamento situata nel Laos (Sud Est asiatico), dove gli animali, dopo la cattura in natura, vengono fatti stazionare prima di essere destinati ai laboratori di sperimentazione di Europa e America. Sono ripresi primati morti nelle gabbie e altri sofferenti a causa di lesioni e con evidenti perdite di pelo.

“Tutti gli italiani – prosegue l’ex ministro - devono sapere quali sofferenze vengono inflitte a questi magnifici primati, così simili a noi e strappati al loro ambiente naturale, prima ancora che arrivino negli stabilimenti come la Harlan di Correzzana, per poi finire la loro vita tra atroci sofferenze, sui tavoli dei laboratori di mezza Europa. Lo stress per la cattura, la prigionia, la cattività e i lunghi viaggi sono ben documentati dalle immagini forti della video-inchiesta, così come viene evidenziata la posizione dei ricercatori americani che hanno da tempo promosso l’utilizzo di metodi alternativi che superino la sperimentazione sugli animali. Non è proprio di un grande paese civile come l’Italia rendersi complice di questi traffici di morte. Queste attività devono cessare e le multinazionali che le gestiscono devono lasciare il nostro paese perché tutto queste non è in regola con le nostre coscienze”

Intanto, le associazioni animaliste Lega Antivivisezione (LAV), Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC), Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente (LEIDAA) e l’Organizzazione Internazionale di Protezione Animale (OIPA) annunciano per il giorno 21 marzo, dalle ore 10,30 alle 13,30, in Piazza del Pantheon a Roma un presidio rivolto al Senato.

Proprio la settimana prossima, infatti, la Commissione politiche comunitarie di palazzo Madama esaminerà il testo della legge comunitaria, nel quale è inserita la norma dell’on. Brambilla che prevede il divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione in tutto il territorio nazionale. La sua approvazione comporterà la chiusura di Green Hill e il divieto per Harlan di allevare i macachi. Gli animalisti interverranno con una montagna di ciotole vuote, a simboleggiare le migliaia di cani morti di Green Hill.

Commenti

ruberorubisa

Sab, 17/03/2012 - 15:29

Protestare e soprattutto condannare non acquistando i prodotti testati su animali. Queste creature non sono state create per essere uccise in questo modo barbaro e incivile. Guardate i video messi in rete dalle associazioni antivivisezione. Guardare per credere.

ruberorubisa

Sab, 17/03/2012 - 15:49

consultare il sito lav.it dove potrete trovare la piazza a voi più vicina. Le manifestazioni o meglio i gazebo ci saranno anche il 17-18-24-25 marzo.