Lavoro e Navigli da riaprire: Sala detta l'agenda del 2018

Il sindaco chiede un election day con il referendum. Il centrodestra: prima periferie, sicurezza e viabilità

È «lavoro» la parola d'ordine del 2018 per Milano indicata dal sindaco Giuseppe Sala che ha preso il microfono della Centrale del Comando dei vigili per gli auguri di inizio d'anno al corpo di polizia municipale e a tutte la pattuglie collegate. Prendendo spunto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Sala ha indicato questa priorità per la città nell'anno che comincia: «Lavoro perchè per i milanesi è da sempre una caratteristica e una priorità- ha detto- Lavoro per chi non ce l'ha, lavoro per ricordare che su certi temi le chiacchiere non servono. Lavoro è una parola che a me piace moltissimo ed è anche una parola molto milanese». «Bisogna andare oltre la retorica- ha posi spiegato Sala- A me questo concetto di Milano locomotiva dell'Italia non convince molto. Può esserlo ma bisogna fare delle cose perché lo diventi seriamente. Io per ora vedo un gap che si crea tra Milano e il resto di Italia e non è una cosa positiva. Milano può guidare ma le vanno dati gli strumenti e bisogna che il nostro Paese ci creda. Noi siamo pronti». Poi il sindaco ha salutato nel cortile di Palazzo Marino la tradizionale esibizione della bande musicali della città: la civica banda, I Martinitt, la Banda Cordialis Rigore Polizia Locale, quella di Crescenzago e la Banda Affori. Ed è da sempre questa l'occasione per fare un po' il punto di ciò che è stato e ciò che sarà. Di spiegare meglio come è e come sarà la sua città e di quali saranno le sfide dei prossimi mesi tra sicurezza, lotta allo smog e nuovi progetti: «Milano è più avanti del resto di Italia- spiega- abbiamo una disoccupazione molto bassa e tanta occupazione femminile, quindi siamo messi bene ma ci sono ancora grandi problemi come ad esempio la disoccupazione giovanile». Che si lega a filo doppio con la situazione difficile in cui rimangono le periferie della città, laboratorio mancato di un'integrazione ancora tutta o quasi da inventare. Poi di ci sono i nuovi progetti, primo su tutti la riapertura dei Navigli che ha già diviso in due un'opinione pubblica che chiede a palazzo marino di far fronte ald altre priorità. Ma Sala su questa strada procede deciso e se il Viminale non darà il via libera per accorpare il referendum sulla riapertura dei Navigli con l'election day ha già pensato ad un piano B: «L'idea è quella di proporre una consultazione, una sorta di débat public- spiega il sindaco- Io ci tengo, è un progetto ambizioso che riprende le tradizioni ma guarda il futuro. Tutti lavori creano degli impicci, quindi voglio farlo coi tempi e le modalità giusti ma ascoltando l'opinione dei cittadini». C'è la voglia a di lasciare un segno che cozza però con le esigenze di una città che a volte sembra andare a due velocità. I navigli riaperti sono necessari? Per l'opposizione no, le priorità sono altre dalle metropolitane, alla viabilità, alla sicurezza, alle periferie dimenticate. «Il silenzio del governo sull'election day- replica il consigliere regionale Francesco Dotti (Fdi)- è un nulla di fatto di cui il sindaco dovrebbe preoccuparsi. Un flop in pieno stile».