Di Maio prova il tutto per tutto: ora vuole ricucire con la Cina

La nomina di Sequi a capo di gabinetto è un segnale chiarissimo: Di Maio vuole ricucire dopo la bocciatura di Pechino

Luigi Di Maio prova a ricucire con la Cina. È questo il primo obiettivo del nuovo ministro degli Esteri che, non appena arrivato nel suo nuovo ufficio, ha fatto una scelta: Ettore Francesco Sequi capo di gabinetto. Sequi è uno di quei nomi che può dire moltissimo sul nuovo corso dell'esecutivo giallo-rosso. Non è solo un uomo che conosce profondamente la diplomazia internazionale, ma è anche (e soprattutto) l'attuale ambasciatore italiano a Pechino. E basta questo per comprendere l'importanza di questo nuovo ruolo all'interno del ministero degli Esteri.

Di Maio, a quanto pare, è rimasto particolarmente colpito dalle critiche giunte dalla Cina appena nominato ministro. L'agenzia di Stato aveva parlato di un ministro sostanzialmente inadatto al ruolo, riferendosi alla poca conoscenza delle lingue. Ma dietro quel messaggio (poi scomparso) si annidava uno scontro ben più acceso. Pechino vuole garanzie e, finora, Di Maio e il suo Cinque Stelle non le hanno date. Tanto è vero che i primi atti del governo sono stati una conversazione telefonica trra Giuseppe Conte e Donald Trump e un consiglio dei ministri in cui è stato approvato il Golden Power sulle aziende straniere nel 5G italiano. In pratica, un decreto che si focalizza sui colossi cinesi.

Ora Giggino, preoccupato dal fatto che i cinesi possano dargli il benservito, corre ai ripari. La nomina di Sequi è un segnale chiarissimo ,visto che conosce perfettamente la Cina e Pechino, di conseguenza, conosce perfettamente una figura fondamentale nel sistema del ministero degli Esteri italiano. Un segnale per tranquillizzare la Cina? Sicuramente. Anche perché è stato lo stesso Sequi a negoziare l'ingresso italiano nella Nuova Via della Seta. Per il neo ministro, di cui i cinesi non hanno dimenticato la gaffe del presidente "Ping", arriva l'ora della verità.

Commenti

Alfa2020

Lun, 09/09/2019 - 12:50

che ci parla Napoletano

Italy4ever

Lun, 09/09/2019 - 13:09

Già, fino a ieri i cinesi l'hanno preso per il cxxx dato la gaffe di PING. Che almeno questa volta non sbagli il nome!!!

gavello

Lun, 09/09/2019 - 13:36

questo per qualche mese alla farnesina fará piú danni che un'elefante in un negozio di piatti

agosvac

Lun, 09/09/2019 - 13:49

Ottimo: Conte vuole fare contento Trump mettendo sanzioni contro la Cina. Di Maio, novello Ministro degli Esteri, vuole fare accordi con la Cina come il precedente Governo. Mi sa che ci sia un forte contrasto di interessi all'interno di questo strano Governo.

ex d.c.

Lun, 09/09/2019 - 14:27

Considerato le sue capacità e la sua esperienza meno si muove meglio è

ziobeppe1951

Lun, 09/09/2019 - 14:33

Gliel’hanno spiegato che la pizza a loro non interessa è dai tempi dei greci e romani che la mangiano

marc59

Lun, 09/09/2019 - 14:36

Giggino mi sa che anche stavolta arrivi secondo.

ulio1974

Lun, 09/09/2019 - 15:20

avvisatelo del fatto che il tibet è territorio cinese.

ulio1974

Lun, 09/09/2019 - 15:27

ditegli che non gli serve saper giocare a morra cinese

ulio1974

Lun, 09/09/2019 - 15:28

ditegli che per salutare il presidente cinese non deve dire "cin-cin" !

ginobernard

Lun, 09/09/2019 - 15:30

che salto ... dalla tribuna del San Paolo ... e mettere un bagarino alla economia ?

uberalles

Lun, 09/09/2019 - 16:22

Quale problema? Invitiamo il premier cinese a Napoli, gli facciamo vedere i fuochi d'artificio come li facciamo noi, gli offriamo una bella frittura e saremo amici più di prima; nessun problema di lingua, il "guaglione" neoministro gesticola benissimo e non ha bisogno di interpreti...

Holmert

Lun, 09/09/2019 - 17:06

La prossima volta lo chiamerà Ping Il Pong. Anche Renzi parlava inglese, Alfano poi lo possedeva meglio della lingua madre. de-de-de-de-de. Dalle scuole italiane da un po' di tempo, questa è la produzione.