Ramelli, Salvini: "Nessuno si offenda per il ricordo di uno studente massacrato"

Matteo Salvini è intervenuto sul caso del corteo per ricordare Sergio Ramelli. Il ministro ha detto che nessuno dovrebbe offendersi

Matteo Salvini ha deciso di dire la sua rispetto a coloro che stanno criticando e ostacolando l'organizzazione di un corteo per ricordare la figura di Sergio Ramelli che, per i pochi che non lo sapessero, era uno studente di scuole superiori iscritto al Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano, trucidato nel 1975 da militanti di Avanguardia Operaia, a Milano.

L'agguato ebbe luogo, sotto casa del giovane fiduciario del Fdg, il 13 marzo di quell'anno. Poi, dopo 48 giorni di agonia, Sergio Rampelli morì. Nel corso della giornata di ieri, gli organizzatori della manifestazione avevano inoltrato un appello al leader del Carroccio. Il leader della Lega, poco fa, ha dichiarato di pensare che nessuno dovrebbe offendersi per la difesa della memoria di "uno studente massacrato a sprangate perché aveva un'idea diversa rispetto a qualcun altro" . La commemorazione, quest'anno, sembra essere osteggiata in maniera particolare da certa sinistra.

Il ministro Matteo Salvini, come si legge sull' Adnkronos, ha parlato di difesa della libertà di esprimere idee. Ha ringraziato, quindi, il questore e il prefetto di Milano, che stanno mettendo in campo tutto il possibile affinché la libertà di cui sopra venga tutelata e garantita. Sulla possibile comparsa di simbologie di estrema destra per l'evento, l'inquilino del Viminale ha replicato così: "Ci saranno le forze dell'ordine che faranno applicare le leggi". Il messaggio è forte e chiaro: non si possono colpire le persone per il colore delle loro idee. E nessuno, quindi, ha il diritto di fare troppe storie.

Commenti

SPADINO

Lun, 29/04/2019 - 16:13

Sono sempre rimasto impressionato dalla storia di Sergio Ramelli. Un tranquillo ragazzo di 18 anni che stava preparando la maturità nell'anno 1975 e che è stato ucciso a sprangate da bestie sanguinarie solamente perché in un tema ha condannato le brigate Rosse. Alla notizia della sua morte in consiglio comunale di Milano anche i DEMOCRISTIANI di allora e non solo i COMUNISTI hanno esultato. VERGOGNATEVI TUTTI SIETE SPORCHI DEL SUO SANGUE. Gli assassini di allora ora sono liberi professionisti.

maurizio-macold

Lun, 29/04/2019 - 16:29

Signor SPADINO (16:13), quella delle BR e' stata una bruttissima pagina della nostra storia che il nostro stato democratico ha DEFINITIVAMENTE cancellato. Il giovane Ramelli fu una delle tante vittime innocenti di quel periodo, come lo furono alcuni sindacalisti, gente comune e politici, ed a loro deve andare SEMPRE la nostra memoria. L'altra vergognosa pagina della nostra storia, quella del fascismo, invece ancora ha dei proseliti, e mi auguro che lei non sia fra queste indegne persone.

Ritratto di navajo

navajo

Lun, 29/04/2019 - 16:48

Signor Macold, per una volta, sono quasi d'accordo con lei. Vorrei farle però notare, che come il fascismo ha ancora i suoi proseliti, cosi li ha il comunismo. Che poi qui non si sia provata sulla propria pelle, la dittatura stalinista/sovietica lo dobbiamo solo a quelli, la maggioranza, che votarono per la DC e non per il PCI. Non aver sofferto. per fortuna il comunismo, che di morti ne ha fatti a decine di milioni non vuol dire che non lo si debba, come il fascismo, condannare.

FedericoMarini

Lun, 29/04/2019 - 16:53

Ci fu un tempo nel quale. I ragazzi del MSI erano nel mirino degli estremisti del PC, e Sergio Rampelli fu la vittima di quel periodo storico . Ricordarlo e’ d’obbligo e mi aspetto che lo si faccia da destra e da sinistra.

ex d.c.

Lun, 29/04/2019 - 21:16

L'unica cosa positiva di Salvini è che rifiuta di inchinarsi all'ideologia comunista. Aveva già iniziato FI a riconoscere le foibe