Pamela Anderson: “Julian Assange è stato torturato psicologicamente”

L’iconica bagnina di “Baywatch” torna a parlare del fondatore di Wikileaks a “Good Morning Britain” e rivela di essere andata a trovarlo in prigione

Julian Assange è stato torturato psicologicamente”: così Pamela Anderson definisce l’attuale situazione del fondatore di Wikileaks, arrestato dalla polizia britannica lo scorso aprile e portato fuori dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove si era rifugiato nel 2012 per evitare l’estradizione in Svezia.

Ospite del programma Good Morning Britain in collegamento da Vancouver, l’attrice rivela di essere andata a trovare Assange nel carcere di Belmarsh. “Aveva ragione a chiedere asilo – spiega l’iconica bagnina di Baywatchperché tutto quello che ha detto sarebbe successo, è poi successo”.

Assange è in attesa di essere estradato negli Stati Uniti, dove sarebbe processato per hackeraggio e diffusione di documenti governativi.

Julian – rivela la Anderson – è una persona fantastica. Quando l’ho visto, mi ha preso di peso e mi ha abbracciato. Questa è ancora una testimonianza di spirito umano. Sono andata a trovarlo in prigione perché non è un posto dove vorresti lasciare un caro amico. Tengo davvero molto a Julian e penso che sia stato torturato psicologicamente”.

Pamela Anderson: “Assange dovrebbe venire in Canada”

Voglio solo che la gente – aggiunge l’attrice – capisca che Assange è una brava persona che si è dedicata a dire al pubblico la verità, che meritiamo di sapere. Ha smascherato dei crimini di guerra e le persone che ha denunciato non hanno subito alcuna pena. Lui invece si trova in carcere perché ci sono ovviamente più storie da tenere lì al sicuro”.

Pamela Anderson è inoltre convinta che Assange rimarrà in Inghilterra finché non verrà estradato negli Stati Uniti. “Il Regno Unito – attacca la star – è sottomesso agli Stati Uniti, ed è una situazione molto incresciosa, così come l’Australia. Penso che Julian dovrebbe venire in Canada”.

La Anderson, che in passato ha avuto una relazione sentimentale con l’attivista di Wikileaks, si era già detta sotto shock per quanto accaduto ad Assange. Le prossime udienze, una l’11 ottobre e una il 21 ottobre 2019, precederanno quella definitiva prevista per febbraio del 2020.