Notte di pesanti bombardamenti in Ucraina, con dieci attacchi contro la città di Dnipropetrovsk e alcuni magazzini nelle vicinanze di Kiev. A Kherson, le autorità cittadine hanno esortato gli abitanti ad evacuare a causa dei continui raid di Mosca. E il ministro degli Esteri Lavrov ha di nuovo aperto alla diplomazia
Un morto a Kherson dopo l'avviso di evacuazione
Un attacco di droni avvenuto stamattina a Kherson ha ucciso un uomo, poche ore dopo che le autorità avevano esortato i residenti ad evacuare la città, poiché l’intensificarsi degli attacchi russi sulla città ucraina meridionale rischia di interrompere le forniture di energia elettrica in vista del lungo inverno. Le forze russe sono posizionate sulla sponda opposta del fiume Dnipro, che confina con la città brevemente occupata da Mosca nel 2022, rendendola particolarmente vulnerabile ai bombardamenti. L’attacco nel distretto di Korabelnyi a Kherson ha ucciso un uomo di 61 anni, trasportato in ospedale con una “ferita penetrante al torace”, ha dichiarato Yaroslav Shanko, capo dell’amministrazione cittadina di Kherson. Altre tre persone ferite sono state ricoverate in ospedale nel distretto di Dniprovsky.
Raid contro magazzini postali vicino Kiev, attacchi double tap
Nella notte l’esercito russo ha attaccato i magazzini della Nova Poshta nella comunità di Bilogorodska e lo stabilimento di produzione di Svyatopetrske, nella regione di Kiev. Come riporta Ukrinform, l’annuncio è stato dato su Facebook dal capo del villaggio di Bilogorodsky, Anton Ovsienko. Si stanno raccogliendo informazioni sulle vittime e sui feriti. Sul posto sono operativi tutti i servizi: le unità del Servizio di Emergenza Statale, i vigili del fuoco locali, la polizia e le aziende di servizi pubblici. Sono in corso le operazioni per eliminare le conseguenze dell’attacco notturno.
Dieci attacchi russi su Dnipropetrovsk, due morti
Da ieri sera le truppe russe hanno attaccato la regione di Dnipropetrovsk più di dieci volte con bombardamenti aerei, droni e artiglieria, provocando due morti. Lo ha annunciato su Telegram il capo dell’amministrazione militare Oleksandr Ganzha, secondo quanto riportato da Ukrinform. “Due persone sono morte. Il nemico ha attaccato le due zone più di 10 volte con droni, bombe aeree e artiglieria” ha detto. Nel distretto di Nikopol, sono stati colpiti il capoluogo di distretto e i comuni di Pokrovska, Marhanetska e Chervonohryhorivska. Un’azienda e un supermercato hanno subito danni. Nel distretto di Synelnyky, la comunità di Vasylkivska ha subito gravi danni. Alcune abitazioni private e un’auto sono state danneggiate. Due persone sono morte.
Lavrov, mai avuto risposta su aiuto dell'intelligence Usa per gli attacchi contro la Russia
Washington non ha mai risposto ad alcuna richiesta di Mosca circa la possibile fornitura da parte degli Stati Uniti di informazioni di intelligence per attacchi sul territorio russo. Su questo “non abbiamo ancora ricevuto una sola risposta”, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una intervista all’emittente tv Rbc. Come riporta l’agenzia Interfax, Lavrov ha poi aggiunto che “da parte nostra non c’è stato alcun ultimatum” agli americani riguardo al possibile trasferimento di dati di intelligence all’Ucraina.
Lavrov, Mosca pronta ad accettare nuove proposte
La Russia è pronta ad ascoltare possibili nuove proposte per la soluzione del conflitto ucraino, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in una intervista all’emittente tv Rbc. Come riporta l’agenzia Interfax, Lavrov ha ricordato l’atteggiamento degli Stati Uniti che nelle scorse settimane si erano detti " interessati a risolvere la crisi ucraina", aggiungendo “che bisognava cercare nuovi approcci”. Ma “la Russia è pronta ad ascoltare nuove proposte” - ha spiegato il ministro - “e nel frattempo, continuiamo a lavorare sul campo”. Lavrov ha ricordato le parole del presidente russo Vladimir Putin, secondo cui la Russia è sempre pronta a negoziare, ma non “dichiarerà alcun cessate il fuoco durante i negoziati”. “L’incendio si spegnerà solo quando ci sarà un accordo completo e a lungo termine”, ha sottolineato il ministro. Commentando gli attacchi dei droni ucraini contro le raffinerie, i magazzini e le infrastrutture civili russe, Kiev sta tentando di destabilizzare la società, ha aggiunto. Per Lavrov “non dobbiamo cedere ai tentativi che lo stesso Volodymyr Zelenskyy sta attivamente fomentando con il sostegno degli europei per destabilizzare la nostra società. Il tutto mentre i Paesi occidentali - ha affermato - “rimangono vergognosamente in silenzio”. Secondo Lavrov “purtroppo, sia il Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres che il Commissario per i diritti umani Türk tacciono” perché “si sono schierati chiaramente e fermamente dalla parte del regime ucraino”.
Lavrov, ad Anchorage con Usa discusse proposte con sfumature compromesso
Russia e Stati Uniti hanno discusso proposte con “sfumature di compromesso” al vertice del 15 agosto scorso ad Anchorage, in Alaska. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un’intervista all’emittente televisiva Rbc. “Ad Anchorage abbiamo discusso le proposte che” l’inviato speciale del presidente americano Donald Trump “Steve Witkoff aveva presentato una settimana prima dell’incontro - il presidente russo Vladimir Putin ne ha parlato - e che contenevano alcune sfumature di compromesso, ma che si basavano sulla realtà che si era sviluppata sul campo”, ha detto Lavrov. “Quando dico ‘sul campo’, includo anche i referendum che si sono svolti lì. Si basavano su queste realtà, con alcuni piccoli compromessi”, ha aggiunto il ministro russo.
Autorità di Kherson esortano i residenti ad evacuare la città
Le autorità di Kherson, nel sud dell’Ucraina, hanno esortato i residenti ad evacuare la città a causa del pericolo rappresentato dai bombardamenti russi, che si stanno intensificando e rischiano di lasciare la città senza elettricità né riscaldamento prima dell’inverno. “Mi rivolgo ancora una volta agli abitanti di Kherson, in particolare alle famiglie con bambini e agli anziani: se ne avete la possibilità andate via, vi prego!”, ha dichiarato su Telegram il governatore regionale Oleksandre Prokoudine. “Il nemico intensifica ogni giorno i suoi attacchi contro le infrastrutture essenziali della regione”, ha avvertito, segnalando una “situazione di sicurezza estremamente difficile”. La città di Kherson, che prima della guerra contava circa 280.000 abitanti, è stata sotto il controllo russo da marzo a novembre 2022. Le forze russe sono ora schierate sull’altra sponda del fiume Dniepr che la costeggia, il che la rende particolarmente vulnerabile ai bombardamenti russi.
