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Guerra

Lituania, jet italiani abbattono drone russo. Crosetto: “Attacchi ibridi, serve fare di più”

Due Eurofighter in missione per la difesa del fianco Est. Il ministro: “Dobbiamo aumentare le difese”. Una fregata di Mosca lancia razzi contro un elicottero danese, un altro drone cade vicino a una base tedesca. E la tregua energetica di Trump resta sulla carta

This screen grab taken from video footage released by the TVN channel and made available via AFPTV on September 14, 2026 shows a suspected Russian military drone that has been recovered from the Baltic Sea off Poland's coast near the village of Rusinowo, a small holiday village close to Jaros?awiec in the northwestern part of the country. (Photo by various sources / AFP) / -- IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE --

Eh no, questa volta non c’è nessuno stormo di uccelli su cui ironizzare e per cui sminuire quello che a tutti gli effetti è un allarme reale e concreto che riguarda tutta l’Europa. Un doppio episodio conferma quanto sia alta la tensione tra la Russia e il resto dell’Occidente e quanto vada ben oltre il conflitto in corso in Ucraina. E quanto, piaccia o meno, riguardi direttamente anche il nostro Paese. La scorsa notte due caccia Eurofighter della nostra Aeronautica militare, nell’ambito della missione Nato di difesa del fianco Est, sono decollati per abbattere un drone arrivato in Lituania. Un drone quasi certamente russo transitato dalla Bielorussia. Non solo. Una fregata russa ha lanciato due razzi di segnalazione verso un elicottero militare danese, in volo sopra le acque internazionali al largo della costa della Danimarca, mancandolo di poco. Mentre vicino a una base militare tedesca è precipitato un drone non ancora identificato. Tre episodi che vanno anche oltre l’allarme guerra ibrida e dimostrano quanto concreto e reale sia il pericolo.

Come dimostra l’immediato viaggio in Lituania del ministro della Difesa Guido Crosetto che ha ringraziato, così come il Paese baltico, i piloti impegnati nella missione e spiegato che il drone «molto probabilmente proveniva dalla Russia» e che «sulla guerra ibrida né noi né i Paesi occidentali stiamo facendo molto, la subiamo e basta. Quella è una guerra strana in cui o reagisci e in qualche modo la porti dall’altra parte - cosa che non abbiamo mai voluto fare — oppure la subisci e cerchi di difenderti. Noi lo facciamo di fronte a centinaia di attacchi quotidiani». Non un casus belli ma l’ennesimo episodio che alza il livello dello scontro. «Comportamenti sconsiderati e pericolosi da parte della Russia. Aggressioni e provocazioni, la Russia scoprirà che la nostra determinazione non fa che rafforzarsi», ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Anche perché il caso dei razzi contro l’elicottero danese, impegnato in una missione di routine per fotografare la nave russa, ha fatto infuriare anche Copenaghen. Mentre Mosca, come sempre, scarica le responsabilità. «L’elicottero danese era impegnato in azioni provocatorie». Ma anche il commento russo sul caso del drone che ha colpito un treno al confine con la Polonia è sprezzante ed è affidata alla solita becera portavoce Maria Zakharova: «L’occidente usa vip e funzionari come scudi umani per proteggere i treni militari». E peggio ancora riesce a fare il consigliere di Putin Nikolay Patrushev che di fronte alla rabbia polacca risponde che «se la Polonia muovesse guerra alla Russia, lo stato polacco cesserebbe di esistere in due o tre giorni». Mistero invece sul drone precipitato in Germania ma la situazione è delicata, tanto che il Cancelliere Merz ha annullato il viaggio negli Usa per l’assemblea Onu e resterà a Berlino.

Intanto la proposta, anzi, l’annuncio, di una tregua per gli attacchi sui siti energetici di Trump, al momento non decolla. Dopo l’ok, subordinato al rispetto dell’accordo da parte di Mosca, del presidente ucraino Zelensky, il portavoce del Cremlino Peskov definisce «una buona idea» quella del tycoon ma si ferma lì. E nell’attesa di un accordo, la notte scorsa Kiev ha continuato con i suoi attacchi a lungo raggio, colpendo una raffineria a Syzran, una fabbrica di produzione di droni a Taganrog e un sito di lancio nella regione di Orjol. E mentre sul fronte della trattative il ministro degli Esteri russo Lavrov ha annunciato che incontrerà il segretario di Stato americano Marco Rubio a New York, Kiev lancia l’operazione «Vivaldi» che grazie ad azioni congiunte sul campo sta permettendo all’esercito ucraino di riconquistare terreno nell’oblast di Donetsk costringendo ad arretrare le forze russe. Ulteriore segnale di come la guerra non sia destinata a finire presto. Anzi.

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