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Cronaca locale

“M5S arrogante? Tre quarti del Pd vuole discontinuità dalla giunta Sala”

Il capogruppo 5 Stelle in Regione, Violi: “da Boeri a Calenda, il gruppo di sostegno a Calabresi solleva più di un dubbio”

«Ora chiederò in aula  che tutti rinuncino  alla doppia indennità»

Dario Violi, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle. Come vede l’ipotesi di Mario Calabresi candidato sindaco del campo largo?

«L’ho detto a caldo, vorremmo capire la sua visione di città, i candidati si giudicano sulla base delle proposte su qualità della vita, abitare, sicurezza, tutti temi su cui per noi serve un cambio di passo netto rispetto alla gestione degli ultimi anni. E abbiamo anche i nostri nomi».

Il sindaco Sala non ha reagito benissimo alla richiesta di discontinuità da parte sua e del coordinatore M5S Milano Stefano Buffagni: «Parole un filo arroganti, nel 2021 hanno preso il 2%, sarei prudente».

«Mi ha stupito la reazione stizzita, sono cose diciamo da tempo. Si offende ma mi pare che tre quarti del Pd parli di discontinuità, e già dall’estate scorsa. Prudenti? Sul tema casa e abitare è stato fatto poco o nulla, se non garantire dei palazzinari che hanno speculato. Il risultato è che giovani coppie e famiglie faticano a vivere qui e vanno nell’hinterland. Anzi, posso fare un inciso?»

Prego.

«Se i primi e più entusiasti di Calabresi sono Calenda, Picierno e Stefano Boeri, che in un’intervista sostiene che ci sono aree come Magenta o Rho dove si vive benissimo e i prezzi sono più bassi, ecco, questo forse un po’ frena. Non la persona in sè, ma se quello è il gruppo di sostegno vuol dire andare in piena continuità con i palazzinari, e noi abbiamo una visione diversa. Magari già la prossima settimana ci sorprenderà con un’idea diversa, saremo pronti ad ascoltare tutti. Ma a sindaco vorrei che i milanesi non scappassero a Magenta, mi concentrerei suii problemi».

Tornando alla famosa discontinuità?

«Serve un cambio di passo notevole sul tema dell’urbanistica. Al netto delle inchieste, perchè non sono un forcaiolo, sono cresciuti mega palazzi senza obbligare a sufficienza i costruttori a realizzare edilizia convenzionata. Sulla sicurezza, al netto che è una competenza principalmente dello Stato, si è agito poco o tardi sulla prevenzione, e non ho mai visto il Comune imporsi per una maggior presenza delle forze dell’ordine. Ovvio che non bocciamo tutto il lavoro fatto dalla giunta ma serve una forte virata su temi importanti. E tante opportunità non sono state sfruttate».

Ad esempio?

«Piazza San Babila è stata completamente piastrellata, in tutto il mondo si parla di depavimentazione e di piantare alberi. Poi arriva l’estate, fa caldo, tutti a dire che servirebbero i viali alberati. Dove c’è stata l’opportunità di fare un bell’investimento su verde e mix abitativo, penso anche allo scalo Romana, si è dato più spazio alla speculazione».

Alla Festa dell’Unità Sala giorni fa ha provato a frenare il dibattito sulle primarie. C’è spazio per trovare l’intesa su un nome? In pole ci sono Calabresi, Pierfrancesco Majorino.

«Con il Pd sosteniamo che lo schema nazionale si ripeta nelle grandi città al voto nel 2027, se si fanno primarie per il candidato premier si fanno per il sindaco di Milano. Ad oggi non vedo le condizioni per evitarle. Poi ripeto, per noi viene prima il programma, alle Regionali, ci abbiamo messo qualche mese e alla fine si è deciso al tavolo che il miglior interprete era Majorino».

In caso di primarie avrete un vostro candidato?

«Sì, stiamo lavorando su alcuni nomi, interni al movimento e non. Se Gianni Barbacetto è disponibile sicuramente un ragionamento insieme lo faremo, ne abbiamo parlato con l’eurodeputato Gaetano Pedullà».

Azione farà parte del campo largo a Milano o ci sono veti?

«Noi non mettiamo veti, il problema è un altro. Andremo al voto con lo stesso schema a livello nazionale e nelle città. E se penso al lavoro che avevamo fatto per un programma comune alle Regionali, Calenda poi scelse di candidare Letizia Moratti, che poco dopo è passata a Forza Italia. Anche Gelmini da Azione e finita con Lupi. Mi sembra che loro stiano più di là che di qua».

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